Michele Di Rocco, il ritorno sul ring del super-leggero

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

BoxeRiprendiamo e pubblichiamo l’intervista concessa da Michele Di Rocco a losport24. Ecco il testo integrale.

Iniziamo col chiederle come si sente dopo questa breve pausa estiva, e dopo l’amara sconfitta dell’ultimo match?
La pausa dopo il KO che ho ricevuto da parte di Ricky Burns era ciò che ci voleva, una sconfitta amara e un pò voluta perché riconosco di non aver fatto le cose per bene, questo mi ha portato a pagare il pegno poi nell’incontro.

Da dilettante ha vinto il titolo Europeo nel 2002, poi nel 2004 ha partecipato alle Olimpiadi di Atene, qual’è il suo ricordo?
Innanzitutto credo che il sogno di ogni atleta sia quello di partecipare alle Olimpiadi. In quella occasione, arrivammo in cinque ai quarti, ma il tasso tecnico era altissimo, e solo Roberto (Cammarelle) riuscì a passare e conquistare una medaglia.
E’ stata veramente un’ottima annata.

A tale proposito, ha seguito queste Olimpiadi e le vicende della nostra Nazionale?
Sono riuscito a vedere l’incontro di Russo e quello di Vianello. Bisogna fare solo i complimenti ad un gruppo che compie sacrifici per quattro anni, lavorando sotto stress per 365 giorni all’anno.


Ha appena 34 anni, ma già tantissimi match da professionista con tantissime soddisfazioni. Cosa lo ha spinto a passare Pro? Si ispirava a qualcuno?
Appena 34 anni, ma nella vita di uno sportivo diventano già 34 anni e questo cambia tanto le cose. Ho firmato il mio contratto da professionista qualche mese prima di partire per Atene. La mia idea del pugile è stata sempre quella del professionista, perché credo che il pugilato lo si veda solo in questa ottica.
I miei idoli sono gli stessi di tutti quelli che amano questo sport: Alì, Tyson, Leonard nell’ambito del pugilato mondiale; in ottica degli italiani Oliva, Stecca. 


L’ultima sua sfida, quella contro Burns, era per il titoloWBA, il suo obiettivo è sempre quello?
Certo. Ti anticipo che voglio a breve un match di rientro, sulle 6 o 8 riprese, per puntare subito al titolo europeo per fine anno. Tre o quattro difese entro la primavera prossima, e poi di nuovo ritento una sfida mondiale. E’ sempre stato il mio obiettivo…

In tema di grandi sfide, qual è stato l’incontro pi difficile e più emozionante della sua carriera fino ad oggi?
A parte Ricky Burns, che mi ha messo in seria difficoltà, l’incontro con Ruben Nieto è stato quello più bello in assoluto. Sono andato nella tana del lupo, e in nessun modo volevo lasciargli la cintura, anzi volevo riportarla lì dove l’avevo presa. Nonostante l’abbia messo giù due volte in 12 riprese ho vinto per un solo punto di scarto. Un incontro veramente difficile, ero solo contro tutti, ma alla fine ci sono riuscito.

Ha già pensato al suo futuro? Cosa vuole fare Michele da grande?
Non guardo troppo oltre gli orizzonti. Ti posso assicurare che non voglio lasciare il pugilato, almeno senza aver dato un segnale forte. Quindi per adesso voglio continuare a combattere ad alti livelli. intanto ho ripreso gli allenamenti nella mia nuova palestra THE KING GYM all’interno della Ctf Wellness a S.Maria degli Angeli, che gestisco da questo mese di settembre. Vorrei sfidare di nuovo Ruben Nieto, ma questa volta nella mia Perugia con il mio nuovo tema Global Gym di Simone Duchi. Tutto questo lo voglio per me, per la mia famiglia e per tutti i sostenitori, voglio tornare Campione.

 

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