A quasi 38 anni Manny Pacquiao è ancora campione del mondo

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Manny PacquiaoChi si aspettava, o sperava, che l’attività politica potesse distrarre un pugile dell’esperienza e della tecnica di Manny Pacquiao si è dovuto ricredere. Come anche chi credeva che l’età e i tanti ripensamenti circa il suo ritiro avessero appesantito di pensieri e arrugginito il boxista filippino ha dovuto radicalmente cambiare le proprie posizioni e riconoscersi in errore. Perché ieri sera Manny Pacquiao ha nuovamente conquistato, per la terza volta nella sua carriera agonistica il titolo WBO mondiale di pugilato per la categoria pesi welter(riservato alla categoria di peso fino alle 147 libbre per i professionisti, ovvero circa 67 chili). Già aveva conquistato il titolo in altre due occasioni, ovvero nel 2009, difendendolo fino al 2012, nel 2014, difeso fino all’anno successivo, e ora adesso. Per conquistare il titolo valido per la WBO, la World Boxing Organization(una delle quattro associazioni mondiali di boxe riconosciute nel mondo) ha dovuto battere il ben più giovane di lui Jessie Vargas. Aveva scommesso sul suo ritorno sul ring e ha quindi vinto. Manny Pacquiao aveva dichiarato il suo ritiro nell’aprile del 2015 dopo la vittoria netta su Timothy Bradley per dedicarsi più intensamente all’attività politica(nell’ottobre si sarebbe candidato per entrare nel senato filippino dove verrà effettivamente eletto nel maggio 2016). E poco più di un anno dopo, ad agosto 2016, ecco che annunciava il suo ritorno al pugilato, all’età di 37 anni. Il suo promoter, Bob Arum, aveva già fatto filtrare voci in proposito sulla nostalgia del pugile verso il ring e gli incontri. Ma era stato appunto lo stesso Pacquiao ad annunciarlo in prima persona: “Il match è stato fissato. Ho detto sì alla sfida per il titolo Wbo dei pesi welter contro il campione in carica Vargas”. E finalmente il grande giorno è arrivato. E l’incontro si è disputato in casa di Jessie Vargas al Thomas e Mack center di Las Vegas di fronte a migliaia di tifosi e appassionati trepidanti e ancor di più incollati allo schermo per seguire il match. Un incontro che ha avuto una storia scritta e ben delineata. Tracciata, come spesso è accaduto, da Manny Pacquiao. Pacman, questo il suo soprannome, per molti ha disputato una delle migliori prestazioni della propria carriera. Il verdetto dei giudici non è stato unanime nel punteggio(118-109 per due giudici su tre, per il terzo 114-113), ma concorde nella decisione di assegnare il titolo all’esperto pugile asiatico. Che ha collezionato numeri veramente impressionanti: ha mandato a segno ben 147 colpi sui 405 scagliati, mentre il suo rivale ha avuto una percentuale di successo molto più bassa con 562 colpi scagliati ma solo 104 a bersaglio. Una sfida che sin dal primo round non è stata in bilico con Pacquiao che ha dettato il ritmo e messo alle strette Vargas(che alla sfida si presentava con un ruolino di 28 vittorie e solo una sconfitta). Il sinistro con cui ha mandato al tappeto l’avversario nella seconda ripresa ha rappresentato uno step fondamentale, come i colpi ripetuti al penultimo round che hanno fiaccato le ultime forze dell’americano. Ora si aprono nuovi orizzonte di fronte a Manny Pacquiao: si parla di altri incontri. Ma soprattutto circolano voci di una possibile rivincita su Floyd Mayweather che lo aveva battuto in quello che fu battezzato il match del secolo. E allora l’ ci sarà da divertirsi.

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