Boxe: Pietro Aurino torna alla vittoria dopo il carcere

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa
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Pietro Aurino è tornato a combattere dopo nove anni e due mesi di carcere e si è sbarazzato in poco meno di un round del pugile albanese Elidon Gaba.
Il pugile campano ha sfogato sul malcapitato avversario tutta la rabbia accumulata negli anni di carcere e ha subito assalito con una gragnuola di colpa il rivale che è crollato al tappeto in men che non si dica.
C’era molta attesa al Centro Parisi Boxe di Latina ed in effetti il palazzetto dello sport era gremito di gente curiosa di osservare da vicino il match del pugile campano che, come detto, rientrava alle competizioni agonistiche dopo ben nove anni e due mesi di carcere avendo disputato il suo ultimo incontro nel marzo 2006 in Germania.

L’ex campione europeo della categoria dei massimi leggeri che ancora può vantare un ottimo score di 39/3 ha disputato un incontro a dire il vero facile sulla carta in quanto il pugile albanese non era proprio esattamente considerato un fenomeno.

Il suo score, infatti, di 1 vittoria in 13 incontri lasciava presagire una difesa non proprio micidiale : è bastato, quindi, un montante dopo una bella combinazione di pugni ben assestati per far barcollare l’albanese ora laziale.
Aurino, però, nonostante il lungo tempo trascorso fuori dal ring, ha confermato ancora di essere uno dei più grandi talenti del nostro pugilato e può dare molto a questo sport se riuscirà a confermare le doti che lo avevano fatto diventare campione europeo della categoria dei super massimi.
Lo aveva promesso, Aurino, subito dopo essere uscito dal carcere dove aveva scontato una severa pena per concorso esterno in associazione camorristica, spaccio e traffico di armi.
Arrestato il 7 giugno 2007 quando aveva poco più dì trent’anni, il pugile campano era da poco diventato campione europeo e sognava di raggiungere il campionato mondiale.
Poi la strada sbagliate e amicizie sbagliate lo avevano precipitare nel baratro del carcere dal quale è uscito sette mesi fa.

Da allora solo la voglia di ritornare a combattere il prima possibile anche perché l’età non perdona essendo giunto quando alla soglia dei quaranta anni.
Sono cambiato e non so fare altro ma sono ancora il piu forte“.

In effetti, anche se per pochissimo tempo, ieri sera Pietro Aurino ha ancora dimostrato di avere mani fatate unità alla capacità di colpire e fuggire stile Mohamed Ali.

Voglio tornare a combattere perché so fare solo quello. Potrei anche trovare un lavoro ma il pugilato e la mia vita. Ho sbagliato e pagato duramente ma adesso merito questa seconda opportunità. Voglio dimostrare che sono cambiato come uomo ma non come atleta perché sono ancora il più forte della categoria. Quando ero in carcere venivo visto con sospetto perché ex pugile e la palestra l’ho potuta frequentare solo a Marassi perché negli altri carceri non mi era consentito perché secondo loro potevo influenzare altri detenuti.
Ma mi sono tenuto in allenamento con la corda e facendo le pulizie e soffrivo molto quando gli altri detenuti mi parlavano di Branco, Fragomeni e delle loro sfide mondiali”

Ora, però, l’incubo è finito e Pietro è tornato a bussare alla porta della palestra del suo vecchio amico e maestro Biagio Zurlo per ricominciare tutto da capo.
Il suo fisico tutto sommato ha retto bene rimanendo sulla soglia dei 90 kg ma non può più essere tesserato per la federazione italiana in quanto radiato a seguito della sentenza di condanna.
Aurino si è quindi tesserato per la federazione del Kossovo ma non vuole l’inno italiano perché si sente tradito dalle istituzioni sportive italiane.
Ora, dopo questa esibizione contro l’albanese Gaba, toccherà al maestro Patrizio Sumbu Kalamabay e a Mirco Parisi rimettere al suo posto nel panorama della boxe mondiale il talento di Pietro Aurino e siamo certi che, nonostante l’età, il nostro campione ancora potrà dire la sua in questo nobile sport.

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