Claudio Lotito e la storia del litigio per l’acqua in aeroporto: “È per la mia dieta”

Pubblicato il autore: Gianluca Pace Segui

 

Claudio Lotito

Claudio Lotito

ROMA – È l’una del mattino e il terminal è vuoto all’aeroporto di Oslo-Gardermoen. La neonata Nazionale targata Conte e Tavecchio (coppola inclusa) dopo la vittoria contro la Norvegia si prepara al rientro in Italia. Ci sono tutti: c’è Zaza, ancora con la barba, c’è De Rossi con tanto di cuffie, Buffon, Bonucci, Astori. Tutti assonnati, tutti già con la testa al campionato.

E nel silenzio dell’aeroporto rimbombano però le proteste rumorose di mister consigliere federale Claudio Lotito con gli addetti della sicurezza. Lotito non vuole buttare una bottiglia d’acqua frizzante da un litro e mezzo. Lo sanno e lo fanno tutti: l’acqua non si può portare nelle aree degli imbarchi. Lo sanno e lo fanno tutti. Ma Lotito non ne vuole sapere. “È per la mia dieta!” urla in italiano agli addetti della sicurezza. “Per la mia dieta, capisci?” Facile è immaginare la reazione “infastidita” di Daniele De Rossi mentre assiste impietrito alla scena. Era già stato difficile per lui sopportare Lotito in campo, Lotito sull’aereo, Lotito in panchina.

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Gli addetti alla sicurezza però sono irremovibili: “L’acqua non può entrare”. Allora Lotito si scola in pochi secondi tutta l’acqua poi bofonchia qualcosa agli agenti norvegesi: “È l’acqua del nostro sponsor!” “Quasi a sottintendere – come riporta e scrive la Gazzetta dello Sport – che le minerali degli azzurri dovrebbero godere di immunità aeroportuali”. Poi mister Lotito sale finalmente sull’aereo e all’hostess chiede anche di pulirgli una mela. De Rossi quando gli passa vicino lo ignora e gli gira le spalle.

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