Agnelli ai soci Juventus: “Quarto scudetto da leggenda”

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

andrea agnelli juventus

Andrea Agnelli è intervenuto oggi all’assemblea degli azionisti della Juventus, e non le ha mandate a dire circa il ciclo vincente dei bianconeri, definito da “leggenda”. Ma Agnelli non si è limitato a parlare di Juventus, allargando l’orizzonte a tutto il sistema calcio italiano. Vediamo per punti le parole del Presidente della Juventus. “L’area sportiva ha basi solide, costituite, in primis, da Massimiliano Allegri, un tecnico che ha già dimostrato di saper vincere – ha spiegato Agnelli -. Insieme a Paratici, Nedved e ad un gruppo di calciatori in grado di affrontare nuove sfide, sta lavorando per vincere il quarto scudetto consecutivo. Un’impresa che ci avvicinerebbe alla leggenda”. Da qui in avanti Agnelli ha spostato l’attenzione sull’Europa: ”Abbiamo una rosa tra le prime 8 in Europa, affrontiamo ogni competizione per vincere. Poi c’è la razionalità e ci sono anche gli avversari; se agli ottavi di Champions League dovessimo affrontare il Real Madrid? Ce la giochiamo”. Collegato il discorso sugli introiti: “Il fatturato per la prima volta nella nostra storia supera i 300 milioni, esattamente 315,8 milioni”, ma nonostante ciò “Basta guardare con un minimo di distacco la situazione del calcio italiano per riconoscerne il progressivo declino”.

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Parlando ancora di numeri Agnelli ha mostrato come “Il livello di fatturato che vi presentiamo riconferma la Juve nelle prime 10 società calcistiche al mondo, e il ranking Uefa è migliorato. Ma i nostri principali competitor, Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester Utd ci hanno distanziato nettamente”. Un segnale d’allarme con motivo preciso: ”Dieci anni fa la Serie A generava gli stessi ricavi della Bundesliga, poco meno di quelli della Liga e circa un terzo della Premier League. Eravamo già allora una tartaruga, oggi siamo un gambero. Ma nessuno si è accorto della malattia. Il calcio italiano sarà presto moribondo se non saprà cogliere una doppia sfida: sul fronte interno, gli appassionati devono tornare a popolare gli stadi”. Non è mancato anche un affondo sul presidente federale Tavecchio: “La sua elezione ha trascurato le indicazioni di calciatori, allenatori, arbitri e di una consistente parte della serie A. Una sconfitta per tanti e una vittoria per alcuni abili e disinvolti personaggi, il cui consenso nasce in un tempo lontano. Eppure io sono convinto che nel calcio italiano le forze conservatrici che al momento paiono prevalere a tutela di piccoli e grandi interessi particolari e rendite personali, non riusciranno a soffocare quanti sostengono il cambiamento”. Un Agnelli a tutto campo, che sicuramente scatenerà reazioni eterogenee. Ci auguriamo che il dibattito rimanga su toni civili.

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