Champions League, Olympiacos-Juventus. Lichtsteiner VS Afellay, corsa decisiva per il primo posto

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Champions League Olympiacos Juventus Lichtsteiner Afellay

Champions League: Olympiacos-Juventus
È bastata la sconfitta contro l’Atletico Madrid nella seconda giornata di Champions, la vittoria ‘contestata’ contro la Roma in campionato e il pareggio contro il Sassuolo per dare subito voce alle critiche. “Questa Juventus non è la stessa degli anni passati”, “mancano le motivazioni” e commenti del genere sono apparsi su tutti i principali quotidiani italiani. Adesso sta alla Juventus rispondere, tocca agli uomini di Allegri smentire questi ‘rumors’ che si fanno sempre più forti perché basta poco per scatenare critiche. E quale risposta migliore potrebbe arrivare se non dalla sfida contro l’Olympiacos di questa sera? Ma per battere i greci, bisogna conoscerli, in particolare è necessario sapere chi sono gli uomini più pericolosi e preparare le contromosse adeguate. Il nome più noto, il giocatore più pericoloso è Mitroglou, top scorrer greco di tutti i tempi in Champions. Per l’attaccante greco è prevista la gabbia difensiva Ogbonna-Bonucci- Chiellini, che dovranno essere bravi a imbrigliarlo. Ma il 4-3-3 disegnato dal tecnico Michel, verte sulla profondità e la forza fisica del centrale d’attacco che con i suoi movimenti avrà anche il compito di favorire i due esterni d’attacco. A sinistra Asamoah dovrà costringere Dominguez a giocare più da centrocampista, mentre a destra sarà compito di Lichtsteiner parare e respingere i colpi di Afellay, autore di un gol e un assist nella prime due gare di Champions. Sarà un “faccia a faccia” decisivo per le sorti del match.

Lichtsteiner VS Afellay: leone o gazzella?
Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre…”. Questo antico e noto proverbio africano rende piuttosto bene il concetto alla base della partita tra l’Olimpiakos e la Juventus e si specchia a perfezione nella sfida sulla fascia tra Lichsteiner e Afellay. Perché chi farà la parte del leone potrà trascinare il proprio team alla vittoria. La corsa è la dote migliore dei due esterni. La velocità di Afellay contrapposta alla falcata potente, all’accelerazione del terzino svizzero. Se l’esterno bianconero riuscirà a tenere basso l’olandese costringendolo a giocare più in fase difensiva che offensiva lo scacco matto sarò servito. La Juventus potrà lasciare il catino bollente dell’Olympiacos con tre punti decisivi per il passaggio del turno e con due delle prossime tre gare da disputare tra le mura amiche. Se Afellay, invece, avesse la meglio su Lichtsteiner, la partita si ciampicherà parecchio e Ogbonna su quel lato potrebbe andare in grandissima difficoltà.

Stephan Lichsteiner
Nato il 16 gennaio 1984 a Adligenswil  in Svizzera, la carriera calcistica di Lichtsteiner inizia nelle giovanili di alcune squadre elvetiche, ed è con il Grasshoppers che fa il suo esordio in prima squadra nel 2001. Dopo 4 anni di Svizzera, l’esterno passa al Lilla con il quale gioca per 3 anni mettendo assieme 89 presenze. Il diesse della Lazio Igli Tare lo nota e nel 2008  lo porta a Roma per poco meno di 1 milione di euro. Lichtsteiner viene impiegato costantemente come terzino di fascia e inizia a convincere tutti gli scettici a suon di prove sempre eccellenti, realizzando anche un gol nel derby. Il secondo anno la Lazio parte bene e vince la Supercoppa, ma incappa in un’annata negativa e il tecnico Ballardini viene esonerato nel febbraio 2010. Arriva Reja e Lichtsteiner diventa decisivo realizzando gol pesanti e acquisendo una grande consapevolezza nei propri mezzi. La terza annata in biancoceleste diventa insostituibile e al termine della stagione la Juventus ne rivela il cartellino per 10 milioni di euro. Con la Juventus parte con il botto realizzando il primo gol stagionale dell’era Conte e si impone come uno dei migliori esterni del campionato italiano. Il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 fa in modo che diventi ancora più importante con la maglia bianconera perché la sua corsa e la sua forza in progressione diventano armi più efficaci se sfruttate in una zona più avanzata del campo. I suoi tempi di inserimento e la sua sintonia con Pirlo, che riesce a trovarlo a occhi chiusi, diventano arme letali per la Juventus che spesso scardina le difese avversarie in questo modo. Decisivo anche con Allegri, nelle sue stagioni con la Juventus ha messo insieme un totale di 119 presenze, 10 gol e 17 assist.

Ibrahim Afellay
Nato il 2 aprile del 1986 ad Utrecht, il centrocampista olandese inizia la sua carriera nelle giovanili dell’USV Elinkwijk e viene ingaggiato dal PSV nella stagione 2003-04. È Hiddink a scommettere sulle qualità di questo giovane centrocampista che esordisce giovanissimo con la maglia biancorossa, ad appena diciassette anni nel febbraio 2004. Veste la maglia del PSV fino al gennaio 2011 conquistandosi, anno dopo anno, sempre più spazio grazie alle sue qualità e al suo modo di giocare. Convince tutti gli allenatori che si siedono sulla panchina biancorossa, diventa pedina insostituibile e si guadagna anche la convocazione in Nazionale. La sua carriera potrebbe avere la svolta decisiva nel mercato di riparazione del gennaio 2011, quando viene acquistato dal Barcellona che lo blinda con una clausola di rescissione di 100 Milioni di euro. L’olandese stenta a convincere il tecnico blaugrana a puntare su di lui e anche la sfortuna ostacolo il suo volo verso l’Olimpo del calcio: un grave infortunio ai legamenti del ginocchio patito nel settembre del 2011 lo tiene lontano dai campi di gioco per sette mesi. Riparte ad agosto 2012 con la maglia dello Shalke 04 ma la sua ascesa diventa discesa agli inferi: le lesioni muscolari subite nel corso della prima parte della stagione ne limitano l’impiego e lo spingono a pensare al ritiro. Rientra al Barcellona la scorsa annata, ma gioca solo pochi minuti. Da agosto veste la maglia dell’Olympiakos per provare a tornare ad essere un giocatore importante. In stagione per lui un totale di 5 presenze, 2 gol e un assist.

 

  •   
  •  
  •  
  •