La frase razzista di Tavecchio è trendy: nasce il club “ADS Opti Pobà” per l’integrazione dei rifugiati politici

Pubblicato il autore: Simone Cerroni Segui

tavecchio opti

Chi l’avrebbe mai detto che una frase reputata razzista potesse poi diventare un progetto sportivo per favorire l’integrazione degli extracomunitari che hanno ricevuto o sono in attesa dello status di rifugiati? In Basilicata nasce un club con il nome di “Optì Pobà“. Ebbene si, Carlo Tavecchio e il suo tormentone questa volta fanno notizia ma a fin di bene. Ma facciamo un salto indietro. “Optì Pobà,  è venuto qua, che prima mangiava le banane ora gioca titolare”. Esordiva così il numero uno della Figc lo scorso luglio alla presentazione della sua candidatura in Federazione parlando dell’elevato numero di stranieri nel calcio italiano. Una battuta infelice a sfondo razzista che ha portato la Uefa, lo scorso 7 ottobre, a squalificarlo per 6 mesi. La famosa gaffe, a distanza di mesi, si rifà il look e cambia accezione, diventando icona della lotta contro il razzismo. L’ASD Opti Pobà, squadra di Potenza che parteciperà ai campionati amatoriali di calcio a 11, nasce, come ha spiegato il presidente Francesco Giuzio per “favorire l’integrazione dei migranti in un tessuto sociale, quello italiano, che troppo spesso li ospita, ma non li accoglie nel senso più vivo e vivido del termine”. Poi prosegue: “Il calcio è un linguaggio universale in grado di essere compreso in tutti i continenti. L’Asd Opti Poba nasce con l’obiettivo di risvegliare le coscienze e di fare scuola in una nuova modalità di fare integrazione”. 

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