La Juventus è matura per il marchio di Allegri: la difesa a quattro

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

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Allegri prepara la Juventus 2.0

È arrivata una vittoria importante domenica pomeriggio contro il Palermo con una Juventus schierata con il classico 3-5-2, tre punti che hanno nuovamente allontanato la caccia della Roma. Che la Juventus di Allegri sia diversa da quella di Conte è un merito dell’allenatore ex Milan, ed è stata saggia la sua scelta di non modificare uno schieramento tattico risultato vincente nel triennio del tecnico leccese. Con umiltà, e forse anche con ‘istinto di sopravvivenza’ viste le tante critiche ricevute dai tifosi bianconeri, Massimiliano Allegri ha proseguito il lavoro dell’attuale tecnico della Nazionale italiana, inserendo lentamente il suo modo di fare calcio: tanto possesso palla anche in orizzontale, una Juventus meno martellante, ma più padrona del possesso palla e quindi del gioco. Ma è nella partita contro il Palermo che ha modificato in modo decisamente più sostanziale la sua squadra.

Scacco al Palermo in tre mosse

Allegri, dicevamo, contro il Palermo ha presentato la classica Juventus con il 3-5-2, ma un esperimento è balzato subito all’occhio: Pereyra a destra in un ruolo più di esterno d’attacco che di tornante alla Lichtsteiner. Non ci sono prove concrete dell’effettiva funzionalità di questa scelta perché il tuttofare argentino è sembrato troppo timido e meno incisivo del solito, come se fosse frenato da questo nuovo ruolo. Tuttavia, a differenza del collega svizzero, i suoi cross al centro sono stati più precisi perché era inferiore la porzione di campo che doveva occupare. È una decisione che fa inevitabilmente pensare a un passaggio alla difesa a 4 e a un centrocampo-attacco che potrebbe essere schierato con il 4-3-3 e le sue evoluzioni: 4-2-3-1, 4-3-1-2 o 4-3-2-1. Poi ecco la seconda mossa tattica: spostare Ogbonna al centro e Bonucci sulla destra della difesa a tre. Il difensore ex Toro stava soffrendo molto su quel lato, sia per suoi limiti nel ricoprire quella porzione di campo che lo costringeva a giocare sempre sul suo piede debole, sia perché Pereyra aveva chiare mansioni super-offensive. E allora ecco l’inversione con Bonucci: Ogbonna ha commesso ugualmente qualche errore nel ruolo di centrale ma ha reso meglio. Mossa anche questa da leggere in prospettiva: la difesa a tre della Juventus non può prescindere da Barzagli, ma il centrale difensivo resterà ancora fuori per tanto tempo e anche Caceres, che pure ha fatto bene a inizio campionato, è out. In difesa, escludendo Marrone, non ci sono alternative e con le tante gare da disputare nei prossimi 40 giorni, servono forze fresche. Come? Con la difesa a quattro, con Bonucci-Chiellini in mezzo e Ogbonna alternativa, decisamente più valida come centrale di sinistra della difesa a quattro, al ‘Gorilla’ bianconero. Infine l’ultima mossa, quella decisiva: l’inversione di Marchisio e Vidal con il cileno passato a sinistra, lato dal quale è arrivato il gol. I quattro centrocampisti bianconeri (Pirlo, Marchisio, Vidal, Pogba) sono ormai interscambiali e Allegri può permettersi il lusso di farli girare senza troppe ansie.

Tempi maturi per la difesa a quattro

Ma, al di là di queste mosse, un dato di fatto salta agli occhi: la Juventus vista contro il Palermo non può permettersi di giocare così in Champions e presto anche in Campionato. La manovra è troppo lenta, anche se l’idea di gestire il possesso palla senza giocare a tutta può essere figlia di un ragionamento preventivo legato alla gestione delle forze dei bianconeri. La Juventus, come dimostrato contro l’Olympiacos e l’Atletico Madrid in Europa e contro il Sassuolo in campionato, è troppo banale. Gli unici momenti di imprevedibilità visti contro il Palermo sono stati due: una verticalizzazione capolavoro di Pirlo per Pereyra che non ha sfruttato la chance e l’innesto del fantasioso Sebastian Giovinco che, rompendo gli schemi e sfruttando le sue doti in accelerazione e dribbling, ha creato scompiglio nella difesa avversaria. E non è la prima volta che succede. La compagine bianconera non può più permettersi di avere tre centrali difensivi che sono troppo bloccati dietro, è giunta l’ora per Allegri di compiere l’ultimo atto di coraggio, per lasciare appieno il suo marchio sulla squadra: una difesa a quattro con due terzini bassi che spingono tanto (Lichsteiner, Romulo o Caceres a destra e Evra o Asamoah a sinistra), che si muovono come due esterni di un 3-5-2 per creare la superiorità in mezzo al campo, per dare alla Juventus quella imprevedibilità che non c’è più. Mal che vada, se ce ne fosse bisogno, potrebbe sempre rimodellare la squadra a gara in corso schierandola come quella che vediamo oggi, per darle maggiore equilibrio. Genoa-Juventus che si giocherà mercoledì sera alle 20.45 e Empoli-Juventus di sabato prossimo, sono test utili, attendibili, per provare questo nuovo schieramento. Poi spetterà al tecnico decidere se insistere con la Juventus 2.0 anche contro l’Olympiacos o se tornare al più sicuro e noto 3-5-2. È giunta l’ora per Allegri di fare la sua mossa, per dare scacco matto anche alla Champions. E anche a Conte…

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