L’Italia ha poco di Conte. Ma con Malta vince 1-0

Pubblicato il autore: Nicola Iuzzolino Segui

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Quanto può durare l’effetto “prima volta”? Una, due, anche tre partite, se va bene. Ma dopo poco i problemi cominciano ad affiorare e non bastano più freschezza e passione a rattoppare la situazione.
Tra Antonio Conte e la nazionale azzurra sta succedendo proprio questo. La luna di miele è terminata ed il rapporto di coppia comincia ad incontrare i primi ostacoli. Cose già accennate con l’Azerbaijan e riconfermate stasera a Ta’ Qali.

L’Italia non è stata all’altezza dei suoi reali valori in campo. Contro una squadra come Malta, abbordabile sotto qualsiasi punto di vista (dal livello tecnico della rosa, all’esperienza in campo internazionale), è arrivato uno sciapo 1-0 che lascia veramente poco spazio ai gongolamenti per i 9 punti nel girone. Reparti sfilacciati, qualche prestazione incolore e poche, pochissime, note positive, sono il riassunto di una vittoria che tale non sembra, considerando il livello di gioco espresso. 4 pali non sono indicatori di un assedio alla barricata maltese, anche perché arrivati in situazioni quasi anomale: due nel giro di pochi secondi, uno su di un cross sgangherato ed un altro a qualche minuto dal termine. La difesa ha sostenuto bene gli attacchi avversari (anche se evidenti i loro limiti tecnici) e soltanto in un’occasione Buffon ha rischiato per la propria porta. Gioco forza ha fatto naturalmente lo schieramento totale dietro la linea della palla degli uomini di Ghedin. Con contropiedi che quasi mai giungevano nella trequarti azzurra. Eccetto in un’unica circostanza, quando Bonucci s’è beccato il rosso diretto. Ma anche lì sbadataggine e superficialità tutt’altro che da squadra contiana. 50 minuti scarsi in superiorità numerica potevano essere sfruttati sicuramente meglio. Col vantaggio dell’1-0 e della supremazia territoriale. Invece poca inventiva al centro del campo e tanto giro palla utile solo a far scorrere i minuti. Cosa che al punteggio male non fa, certo, ma almeno contro Malta il raddoppio si poteva tentare.

Come detto, svariati azzurri incolore e qualche nota positiva. Tra questi, sicuramente, bomber Graziano Pellè. Il gol di rapina nel mezzo dell’area piccola e la traversa violentissima colpita con un’incornata, sono indubbiamente di buon auspicio per la carriera in nazionale di questo talentino ritardatario, arrivato nel giro azzurro attraverso il “giro lungo”, come piace dire a lui. Poca roba, al contrario, per il compagno di reparto Immobile, statico e insufficientemente propositivo come ci suggerisce il cognome. Candreva, forse, il peggiore dei suoi, mai in grado di saltare l’uomo ed azzeccare uno stop che sia uno. Florenzi fratello confuso di quello giallorosso e Verratti troppo incosciente con la palla tra i piedi. Giovinco, invece, pimpante e desideroso di fare.

Della partita col Malta non c’è tutto da buttare. A partire dai 3 punti, che fanno comodo sempre e comunque.
Tuttavia l’atteggiamento, l’approccio alla gara e all’avversario, non è stato degno di una squadra grintosa, di quelle spasmodiche e cannibali che il CT plasmava a sua immagine e somiglianza. Manca la fame, la tenacia, la voglia di azzannare il pallone con la bava alla bocca. C’è ancora molto da lavorare, è evidente, e tra mentalità e gioco da esprimere Conte avrà il suo da fare. Va impresso il marchio di fabbrica della ditta ed avviata un’altra macchina perfetta dopo le esperienze di Bari, Siena e Torino. Anche perché in tutti gli altri matrimoni l’ebrezza delle prime uscite è sempre stata smaltita tranquillamente. E pure in questo caso, è bene che avvenga così. Per il bene di entrambi gli sposi.

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