Organizzazione, velocità di pensiero e pragmatismo: è di nuovo il Chelsea di Jose Mourinho

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

mourinho chelsea 2014

22 punti in 8 partite, 23 goal segnati e, soprattutto, una dimostrazione di crescita impressionante. Stiamo parlando della dominatrice del campionato più elettrizzante del mondo, la Premier League, stiamo parlando del Chelsea 2.0 di Jose Mourinho. E sono davvero molti gli elementi che lasciano pensare che, quest’anno, difficilmente i Blues si lasceranno sfuggire il Titolo di Sua Maestà.

La forza mentale. Dopo un primo anno dove si è pensato a ricostruire, il Chelsea ha raggiunto livelli di forza e consapevolezza elevatissimi. La squadra, dimenticando i cali di concentrazione enormemente penalizzanti nella precedente corsa al Titolo, ha acquisito quella forza mentale che, oggi, le permette di affrontare ogni singolo appuntamento con la giusta maturità: ultimi minuti di Manchester a parte, il Chelsea, quest’anno, non ha concesso nemmeno un centimetro agli avversari.

Il fattore “secondo anno”. La grande mente di questo Chelsea è quel Mourinho da sempre maestro nel plasmare tatticamente e cerebralmente uomini che, sotto la sua leadership sicura migliorano il loro rendimento in maniera esponenziale. A far sorridere Mou, inoltre, ci pensano anche le statistiche che mostrano come, storicamente, le sue squadre raggiungano i risultati migliori proprio durante il secondo anno di gestione: lo si è visto nel suo primo Chelsea, così come a Milano ed a Madrid.

Fuoriclasse funzionali. Le fortune del Chelsea si devono poi ad una serie di calciatori formidabili ma soprattutto funzionali all’impianto tattico del portoghese. Il Chelsea, sotto lo sguardo attento del suo manager, ha ingaggiato solo figure in linea col progetto di gioco (questo non accadeva a Madrid, dove Mou aveva poca voce in capitolo in tema di campagna acquisti): fuoriclasse come Diego Costa e Hazard, già estremamente talentuosi, diventano devastanti all’interno di un sistema di gioco che è esaltato ed esalta le loro caratteristiche. Insieme a loro, guai a sottovalutare Schurlle, il dodicesimo uomo che trova sempre il modo di far saltare le difese più chiuse, o Ivanovic, terzino che vede la porta quasi come un attaccante e che, oggi, si è trasformato nel miglior interprete mondiale nel suo ruolo.

Non vanno trascurati poi i continui “Mind Games” con cui Mou spazientisce ed intimorisce in successione ogni suo avversario, ed il fatto che, negli ultimi 15 mesi, il suo Chelsea non ha mai fallito uno scontro diretto. Il Chelsea 2.0 di Jose Mourinho, che non brilla certo per il bel gioco ma che per organizzazione e cinismo non ha rivali nel suo campionato, rappresenta la perfetta sintesi tra un calcio britannico mai così elettrico ed emozionante ed il pragmatismo tipico dell’allenatore portoghese.

In Premier, i Blues sembrano non avere rivali. Quest’anno, però, la sensazione è che si commetterebbe un grosso errore a non prenderli maledettamente sul serio anche in Europa.

 

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