Risultato di 1-1 tra Verona e Lazio, ora terza. Toni risponde a Lulic

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

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Finisce con un piatto 1-1 Verona-Lazio, il posticipo di questo nono turno della Serie A. Un pari che fa felice soprattutto la Lazio, autrice di una buona partita e che riesce ad agganciare il terzo posto in classifica insieme a Sampdoria, Milan e Udinese a 16 punti. Scavalca il Torino, invece, il Verona che è ora 11° a 12 punti. La cronaca del match racconta di una compagine biancoceleste più propositiva dei padroni di casa ma che trova il vantaggio solo al 43’ del primo tempo grazie a Lulic, abile a sfruttare una ingenuità difensiva di Moras. L’episodio chiave della ripresa accade al 68’, quando Cavanda restituisce il favore al Verona, regalando un rigore (e l’uomo in più per l’espulsione conseguente) ai gialloblu. Luca Toni è freddo e pareggia definitivamente una partita che da quel punto andrà “in ghiaccio”.

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Positivo il giudizio di Stefano Pioli, allenatore della Lazio: “La prestazione mi è piaciuta anche di più rispetto a quella del Torino, abbiamo tenuta palla, abbiamo mostrato grande personalità anche se c’è mancata un po’ di profondità. Non siamo stati pericolosi come in altre occasioni”, un pensiero è poi andato all’Europa: ”Non so se possiamo prenderci il terzo posto so solo che la Lazio vale le prime cinque posizione ma ci sono tante squadre in ballo. Di sicuro noi lotteremo fino alla fine per l’Europa”. Soddisfatto a metà Andrea Mandorlini, allenatore del Verona: “Mi aspettavo di più in undici contro dieci. Abbiamo affrontato una grande squadra ma nel primo tempo abbiamo giocato meglio noi. Venivamo da un momento difficile con due sconfitte di fila e l’abbiamo pagato sotto l’aspetto psicologico. C’era un po’ di frenesia e siamo andati sotto. Siamo stati bravi a rimetterla in piedi e potevamo anche vincerla”.

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In conclusione, per quanto visto in campo forse la squadra di Pioli avrebbe meritato qualcosa in più, ma se si vogliono fare stagioni di alto livello anche l’organico deve essere all’altezza e ingenuità come quella di Cavanda non sono ammesse. Il Verona, d’altro canto, si conferma Cenerentola della Serie A per il secondo anno consecutivo perfino dopo le partenze illustri di Iturbe e Romulo: un applauso a Mandorlini per il lavoro svolto finora è d’obbligo, con un occhio all’Europa.

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