Serbia-Albania nel caos: drone kosovaro in campo, Ivan il Terribile e la maxi rissa/ VIDEO

Pubblicato il autore: Simone Cerroni Segui

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Un drone vola in campo con attaccata la bandiera con la scritta “Kosovo autoctono” con tanto di data del 1912 (la rivolta albanese). Ultras nel rettangolo di gioco con sedie alla mano, tra cui il famoso Ivan il Terribile, già visto al Marassi nel match tra Italia-Serbia nel 2010. Infine, odi politici da far rivivere lo spettro della guerra del 1999. E’ successo di tutto ieri sera al Partizan Stadium di Belgrado nella partita tra Serbia e Albania valida per le qualificazioni per gli Europei in Francia del 2016. Tutto, tanto da far passare il calcio in secondo piano. Il calcio giocato è stato solo uno sfondo ai rancori e le dispute aperte tra i due paesi per via del mancato riconoscimento del Kosovo, ex possedimento di Belgrado, da parte della Serbia. La tensione sale già dagli inni nazionali. Dagli spalti fischi e urla che inneggiano: “Kosovo è Serbia”. Ma ancora nulla è successo, o meglio ancora nulla di grave. Così il direttore di gara Atkinson fa iniziare la partita. IL DRONE – Dopo 40 minuti giocati sotto i timori che un semplice fallo possa far esplodere una rissa, al 42′ un Drone entra in campo portando con se una bandiera con scritto: “Kosovo autoctono”. Ecco qua, il vaso “storico” di Pandora si è aperto. I conflitti territoriali ritornano in mente. Le prime indiscrezioni accostano il gesto al fratello del primo ministro albanese Edi Rama, presente ieri allo stadio. Secondo fonti di Belgrado, Orfi Rama sarebbe stato già arrestato. Durante il volo spensierato del Drone lo stadio diventa una bolgia e dalla curva serba piovono fumogeni e petardi. Il cetroavanti della Serbia, Mitrovic, riesce a prendere la bandiera e a buttarla via. Il gesto però scatena l’ira degli avversari. IVAN IL TERRIBILE – La rabia dagli spalti arriva in campo, non solo perchè i giocatori di Serbia e Albania arrivano alle mani, ma anche perchè ci pensano gli stessi ultras delle tifoserie a scendere e a dare lo squallido spettacolo con tanto di segiolini alla mano. Tra questi c’è anche una vecchia conoscenza italiana, già vista al Marassi di Genova nell’ottobre del 2010 in occasione della partita tra Italia e Serbia: Ivan Bogdanovic, meglio conosciuto come “Ivan il Terribile“, nazionalista serbo. Dopo aver scontato una pena di 3 anni e mezzo di carcere, finita ad aprile, l ‘ultras serbo torna a farsi vedere continuando a fare quello che forse gli riesce meglio. Dopo la decisione del direttore di gara di interrompere la partita, Ivan cerca di convincerlo a far riscendere l’Albania in campo e allo steso tempo continua a incitare la folla. Bogdanovic non riesce nel suo intento e il match non riprenderà. Difficile non porsi alcune domane: perchè a questi soggetti non viene impedito di andare allo stadio? Perchè non esiste, come invece c’è in Italia, una Daspo a livello internazionale? La storia si ripete ancora, ma dalla UEFA e dalla FIFA tutto tace.

ECCO IL VIDEO DEL VOLO DEL DRONE E LA RISSA

 

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