9 anni senza George Best: il ricordo del calciatore, dell’uomo, del simbolo

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

631642-21953276-1600-900

 

Il 25 novembre di 9 anni fa, il mondo del calcio regalava il suo sentitissimo addio ad uno dei suoi figli prediletti, George Best. Oggi, in occasione di quella ricorrenza, ricordiamo l’ascesa e la caduta del Quinto Beatles, illustrata molto fedelmente dal libro autobiografico The Best, scritto nel 2001 insieme al giornalista Ray Collins, e dall’omonima pellicola diretta dalla regista Mary McGuckian, che vede un intenso John Lynch nel ruolo del leggendario numero 7.

Georgie, basettoni e quel cognome così pesante sulle spalle, visse tra trionfi impensabili ed eccessi sconsiderati: dagli esordi sui terreni fangosi di Belfast ai trofei con i Red Devils, Best non solo scrisse pagine di calcio indimenticabili, ma regalò scoop sensazionalistici che ne fecero il primo calciatore mediatico, l’autentico oggetto di desiderio delle prime pagine dei tabloid.

Leggi anche:  Dove vedere Lazio - Roma diretta tv e streaming Serie A

Passato alla storia anche per l’accesissima rivalità con un’altra icona di Old Trafford, Sir Bobby Charlton, oltre che per una serie di frasi diventate cult, George Best segnò un’epoca, quella dei mitici seventies, di cui, inevitabilmente, divenne un simbolo. Nel frattempo arrivarono i problemi con l’alcool, gli scontri in diretta televisiva e forse migliaia di cuori infranti: noi, semplicemente, vorremo ricordarlo come una star.

“Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci…il resto l’ho sperperato.” George Best.

 

  •   
  •  
  •  
  •