Allegri cambia modulo e tattica alla Juventus. I bianconeri sorridono…

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Allegri modulo tattica Juventus

 

Allegri cambia tattica e la Juventus vola
Si aspettava il vero marchio di fabbrica di Allegri per dare alla Juventus un gioco più europeo e più distante dalla tattica usata da Antonio Conte e così è stato. Allegri è stato scaltro. Arrivato a sorpresa sulla panchina bianconera in estate, accolto da fischi a causa del suo passato milanista e delle critiche dure rivolte in passato alla Juventus, Allegri ha avuto l’intelligenza, il buon senso di non sfasciare l’apparato tattico di una squadra vincente e di imporre pian piano la propria idea di gioco. Così all’inizio della sua nuova avventura si è vista una Juventus messa in campo con il classico 3-5-2 disegnato da Antonio Conte, ma intanto durante gli allenamenti la squadra imparava il modulo preferito dal tecnico livornese. L’arrivo in estate di Evra, Pereyra, Romulo e anche dello stesso Morata nascondeva un messaggio chiaro: appena possibile Allegri sarebbe tornato al modulo ad albero di Natale. Quel 4-3-2-1 che gli ha permesso di imporsi all’attenzione nazionale quando allenava il Cagliari. Quel sistema tattico che ha fatto vincere uno Scudetto al Milan e che ha permesso loro di arrivare ai quarti di finale di Champions League. Il problema per Allegri era uno solo: quando affettare questo cambiamento? Così la sfortuna è diventata fortuna e con una difesa decimata dagli infortuni di Barzagli, Caceres, Marrone e Ogbonna il tecnico si è trovato “costretto” a schierare in campo solo due centrali difensivi. Il passaggio alla difesa a quattro è sembrato una costrizione, ma Allegri paradossalmente sperava di poterlo fare in questo modo: mettendosi a riparo dalle critiche dei tifosi.

Nuovi stimoli, nuovo gioco per tutti
La prima occasione arriva nella prima partita contro l’Olympiacos datata 4 novembre: la Juventus vince 3-2 con la difesa a quattro e “l’esperimento” continua anche nelle successive due gare in campionato contro il Parma e la Lazio. I risultati? In due gare dieci gol realizzati e zero subiti. La squadra è galvanizzata, si vede la stessa Juventus affamata che si vedeva in noi scampolo di partita quando era Conte in panchina. Difesa difficilmente perforabile, attacco spettacolare che ‘gode’ delle partenze più arretrate di Tevez e dell’accelerazione e dribbling di Pereyra che riesce a mostrare appieno le sue qualità. La Juventus torna ad essere quel cararmato imbattibile. Il gioco nasce con facilità dai piedi del regista o di Bonucci, si allarga con naturalezza sulle fasce e trova la sua massima espressione nelle verticalizzazioni dei due trequartista. La squadra è entusiasta e tutti i calciatori nelle interviste pregare spiegano: “Con questo modulo abbiamo nuovi stimoli: è quello che serviva”. E anche Giovinco, una delle note più positive di questo inizio stagione adesso può sperare di avere più chance per giocare titolare: un conto è essere l’alternativa del “mostro” Tevez, un altro è giocarsi il posto anche con Pereyra. Intanto per Pogba, Marchisio, Vidal e Pirlo nulla cambia e il cuore pulsante della Juventus, quel centrocampo che rammenda, cuce e crea, rimane lì e per loro poco cambia. Anche Ogbonna non può che essere contento di questa svolta: lui che a tre fa fatica a trovare posto e ad esprimersi al meglio, nella difesa a quattro può tornare ad essere quel giocatore importante sul quale la dirigenza bianconera aveva investito tanti soldi due anni fa. Così Allegri cambia il modulo tattico alla Juventus e finalmente lascia il suo marchio di fabbrica. Ora sotto con l’Europa, lì ci saranno gli esami più importanti da superare: il primo, già decisivo, è programmato per mercoledì 26 novembre contro il Malmo. Poi la seduta di laurea avrà come professore l’Atletico Madrid di Simeone.

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