Amichevole Nazionale: quando ad aiutare gli alluvionati sono gli alluvionati stessi

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Lo strano caso di Genova. La partita di beneficenza con i biglietti pagati dai destinatari della beneficenza stessa. Non è un caso forse che sui 23.000 spettatori presenti ieri a Marassi, in occasione della sfida tra Italia e Albania vinta dagli Azzurri con un gol di Okaka, 15.000 tifassero per la squadra ospite. La risposta dei genovesi è stata infatti fredda e distaccata, come era forse da aspettarsi. Non tanto per i prezzi (si partiva dai 5 Euro per le Gradinate per arrivare ai 25 della Tribuna Inferiore) ma certamente per la scelta alquanto discutibile operata dalla Federazione di giocare questa partita nel capoluogo ligure facendo pagare, di fatto, agli stessi genovesi il balzello per rimpinguare le casse degli aiuti che in questo momento vanno a dar manforte alle zone colpite dalle recenti alluvioni. A molti è apparso un po’ come se, paradossalmente, durante la maratona Telethon mandata in onda annualmente dalla Rai, si chiedesse un obolo ai malati stessi. Un’ulteriore tassa in un momento in cui la città è in ginocchio, con molte attività chiuse per ingenti danni e diverse famiglie rimaste senza casa o senza lavoro. Le quali oggettivamente avevano ben altro nella testa che sborsare anche soli 5 Euro per il canovaccio tattico di mister Conte o l’esordio in Nazionale di Stefano Okaka.

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Alla vigilia del match si è pubblicizzata l’abolizione dei biglietti omaggio, in maniera che anche chi di solito usufruisce di agevolazioni per il ruolo ricoperto (organi federali, Coni, staff della Nazionale ed alte cariche) potesse dare il proprio contributo alla causa. Scelta nobile sicuramente. Ma ci si chiede come a far da contraltare a ciò non si abbia avuto un’idea altrettanto illuminante, quella di non far pagare i residenti nella Regione Liguria? In un calcio che troppo spesso discrimina i tifosi vietandogli l’acquisto dei biglietti perché “provenienti dalla Regione X” sarebbe stato, una volta tanto, un segnale di raziocinio ormai davvero raro da trovare nelle parole e nelle scelte adoperate da chi governa l’italpallone . Posto che Genova, come molte altre parti d’Italia che in queste si stanno leccando le ferite dai terribili dissesti idrogeologici dovuti alla noncuranza ed alla malapolitica che negli anni ha letalmente toccato i nostri centri urbani, per ripartire e tornare a vivere il quotidiano non ha bisogno di una partita amichevole, ma di un intervento serio e strutturale che ponga fine a quello che ormai accade sistematicamente da qualche anno a questa parte. Altrimenti ogni inverno ci troveremo a dover disputare incontri con scopo solidale. E per quanto nelle intenzioni siano certamente gesti nobili, prevenire è sempre meglio che curare.

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