Angelo Colombo: “Ripartire dai vivai”

Pubblicato il autore: Davide Grassi Segui

Angelo Colombo

“Bisogna ricominciare dai ragazzini, lasciando loro la possibilità di giocare ed esprimere l’individualità e il talento. Il collettivo va bene, ma deve arrivare dopo. E gli istruttori di calcio non devono essere dei semplici preparatori fisici, magari in età avanzata. Ma trentenni-quarantenni capaci di fare un gesto tecnico, così che i più giovani possano guardarli e imparare da loro”.

È questa la ricetta per rifondare il calcio italiano di Angelo Colombo, ex centrocampista del Milan, intervenuto ieri a Crema alla presentazione del libro “Il derby della Madonnina” – di cui è autore di una delle prefazioni – dedicato a un secolo di sfide Milan-Inter.

“Gli stranieri in squadra vanno bene, ma devono fare la differenza come la facevano ai miei tempi Van Basten e Gullit. Oggi ci sono tanti buoni giocatori, ma mancano i fuoriclasse”, ha proseguito la “Littorina della Brianza”, come era soprannominato una volta.

“Il mio Milan? Una grande squadra. Sacchi cambiò la mentalità, ma aveva un carattere difficile e con lui a volte nascevano tensioni. Furono però anni formidabili. Dei compagni di allora sento ancora spesso Franco Baresi, un amico”.

Quale è stato il giocatore che lo ha più impressionato in assoluto? “Facile: Maradona. Mi ricordo al San Paolo che era attorniato da sei milanisti e chiedeva la palla, tanta era la sua sicurezza. E i  compagni lo cercavano sempre perché lui riusciva sempre a inventare qualcosa”.

Il derby? “Di solito il cambio di allenatore può dare una scossa, ma nel derby non è sempre così, è una partita a sé. Ai miei tempi però era più bello perché eravamo in tanti a essere stati da bambini tifosi di una delle due squadre ed era emozionante l’atmosfera prima della partita”.

Per finire, un ricordo per chi non c’è più: “Ogni tanto penso a Borgonovo: un ragazzo buono, che amava scherzare con tutti, soprattutto con gli ex della Fiorentina come Carobbi e Salvatori. E penso anche a Pazzagli, che veniva a Milanello con la chitarra e inventava canzoni con protagonisti i giocatori del Milan”.

Questo è Angelo Colombo, campione in campo, ma anche fuori.

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