Balotelli chi?

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

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Il popolo di Anfield Road, lo scorso 25 agosto, lo accoglieva come una star mentre i tabloid si spingevano a soprannominarlo Il quinto Beatles. Ovviamente, parliamo di Mario Balotelli, e per lui garantiva Brendan Rodgers, disposto a difenderlo anche dopo l’avvio stentato (per Balo un solo goal, segnato in Champions League contro il modesto Ludogorets). Poi però, un po’ per volta, sono riemersi i difetti cronici dell’uomo ma anche del giocatore Mario Balotelli. Perché, se fino al Mondiale brasiliano si erano messe in discussione solo le qualità umane dell’ex protetto di Mourinho, ora affiorano quelli che sono i suoi limiti strettamente calcistici.

A 24 anni, Balotelli non ha ancora capito quale sia la sua posizione in campo. Di sicuro, Mario non è un centravanti, perché nella maggior parte dei casi agisce a 25-30 metri dalla porta avversaria e spesso in posizione laterale, rendendosi raramente pericoloso in zona goal (anche perché i suoi tagli sono rarissimi). Balotelli non è una prima punta ma nemmeno una seconda o una terza, perché l’uomo, di fatto, non lo salta quasi mai, ed il lavoro difensivo richiesto ad ogni attaccante moderno, in Mario è del tutto assente.

Chiamato a sostituire un tuttocampista come Suarez, Balotelli paga, questa volta, una errata valutazione tecnica e tattica del suo manager. Completamente avulso dalla manovra e spesso indolente nei confronti della squadra, Mario, nel Liverpool, non rappresenta la soluzione ma un grosso problema. Ad Anfield, in molti ne mettono in dubbio il reale valore, e non sono pochi quelli che hanno scambiato la sua maglia acquistata ad agosto con quella di una vecchia gloria del Liverpool.

Supermario, difficilmente diventerà un campione con questa casacca, ma il sospetto è che possa non diventarlo mai. Nel frattempo si diffondono voci di una accesa discussione con lo staff della nazionale che fanno pensare ad una esclusione prolungata dal gruppo di Antonio Conte e, come se non bastasse, sul web spopola l’irriverente parodia di Joe Weller. Conoscendolo, Mario non la prenderà con ironia.

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