Cairo ai tifosi critici: Impossibile sognare, Torino non è mica da Champions

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

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I tifosi del Torino non devono rammaricarsi dell’inizio di stagione, in fondo i granata non possono lottare per le primissime posizioni del campionato. Firmato, Urbano Cairo. Il presidente granata risponde così alle nubi che si addensano sul suo club, reduce da due sconfitte ad Helsinki e Roma che dovrebbero fa riflettere. E’ ancora presto per parlare di crisi, ma tra i tifosi serpeggia un malumore che Cairo, sulle pagine di Tuttosport, affronta difendendo le scelte fatte in sede di mercato: Cerci e Immobile – secondo il presidente – oggi non vorrebbero più andare via da Torino, e l’attuale coppia Quagliarella-Amauri ha bisogno di tempo per esprimere il proprio potenziale. Dichiarazioni che faranno sicuramente storcere la bocca a qualche tifoso, per nulla convinto che questa stagione possa portare ai risultati di quella precedente.

“Delle sei gare perse finora – ribatte Cairo – solo due mi hanno seccato: quella contro la Sampdoria e quella di Helsinki. Contro Verona e Lazio non meritavamo di perdere, a Napoli è stata una sfida a due facce. La Roma è la Roma, era pure inferocita dopo due batoste”. A chi vede un Torino più debole rispetto la passata stagione, il presidente fa notare che in campionato il Torino ha gli stessi punti dell’anno scorso, con in più l’impegno europeo dove la squadra ha ancora buone possibilità di qualificarsi. Ma chi sogna la Champions deve tornare coi piedi per terra. “Quasi impossibile – sentenzia Cairo – perchè rispetto a Juventus, Roma, Inter, Milan, Napoli noi fatturiamo un quarto, un quinto o un sesto. Purtroppo il fattore economico è determinante nel calcio. Obiettivo primario è fare i 40 punti, poi raggiungere la parte sinistra della classifica, quella che ci compete”.

Il presidente assicura la bontà delle proprie scelte, da quella del tecnico fino ai giocatori. Il sodalizio con Ventura, ad esempio, sembra più solido che mai. “Per me è un patrimonio del Torino – ribadisce Cairo – lo metterei sotto una campana di vetro per evitare che invecchi”. E su Immobile ricorda che “sono stato messo spalle al muro. La Juventus, che possedeva l’altra metà del cartellino, premeva per la cessione. Cerci non voleva più stare, ambiva a disputare la Champions. Non volevo cederli, ma mi hanno costretto. Piuttosto ho il sospetto che oggi, entrambi, non non se ne sarebbero voluti andare via da qui”. Il futuro è targato Quagliarella-Amauri, col primo “che è partito bene segnando 5 reti. Amauri vuole incidere, sarà utile”. Da qui a Natale mancano 5 gare di campionato e due di Europa League. Il messaggio di Cairo è di ricompattarsi. “Poi a gennaio miglioreremo – fa sapere – non sarà un mercato di riparazione ma di implementazione, con giocatori dell’88, dell’89 o del ’90 pronti ad entrare”.

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