Champions League, le italiane: Juve quasi qualificata; Roma a un bivio

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Bilancio dal sapore agrodolce per le squadre impegnate nella due giorni di Champions League: se la Juve, vincendo a Malmoe, ha un piede e mezzo agli ottavi (le basterà un punto contro l’Atletico Madrid, già qualificato), la Roma si mette nei guai da sola con il pari di Mosca e il sorprendente successo del City sul Bayern capolista del girone. Con le altre tre squadre appaiate a quota 5 punti, dietro gli irrangiungibili tedeschi, i giallorossi saranno costretti a battere i Citizens per evitare cattive sorprese nel match in programma all’Olimpico il 10 dicembre che, alla luce dei risultati maturati martedì, acquista ancora più pepe: dando per arduo un risultato positivo del Cska all’Allianz Arena (e dopo i tre punti lasciati all’Etihad Stadium in malo modo, Guardiola ammonirà i suoi ad onorare l’impegno al massimo), alla squadra di Rudi Garcia può bastare anche il pareggio ma solo se a reti bianche, complici calcoli che concernono i gol realizzati in trasferta negli scontri diretti e la differenza reti globale, fattori entrambi favorevoli agli inglesi dopo l’1-1 dell’andata. Insomma, un finale thriller cui però la Roma ci ha messo molto del suo nel renderlo tale: senza il gollonzo di Vasilij Berezuckij all’ultimo minuto di recupero, si sarebbe potuto guardare alla partita col City con ancora maggiore fiducia, contando sulla possibilità di avere due risultati su tre a favore che nel calcio moderno non é poco. Invece la rete russa, arrivata dopo gli sprechi sottoporta di Nainggolan e Ljajic e la palla persa dal rientrante Strootman negli attimi finali, mettono i giallorossi con le spalle al muro, consapevoli che un’eventuale eliminazione dal girone può avere ripercussioni nei mesi a venire anche sulla lotta scudetto (lo stesso discorso vale ovviamente anche per la Juve, che però da quest’eventualità ci é già passata l’anno scorso e quindi si presenta più matura anche da questo punto di vista).
Detto questo, c’é più di un motivo per essere fiduciosi: innanzitutto, il City visto quest’anno appare tutt’altro che un ostacolo insormontabile sia in campionato sia in Champions e ha nei difensori centrali il proprio ventre molle, abbastanza lenti e statici, perforabili in velocità grazie alle invenzioni di Totti e Pjanic alle accelerazioni degli scattisti Gervinho, Iturbe e Ljajic (come successo all’andata nell’azione del gol realizzato dal capitano, ancora decisivo superata la soglia dei 38 anni, imbeccato proprio da un lancio in profondità). Inoltre lo stesso City sarà costretto a fare una gara d’attacco, non potendo speculare su quello 0-0 che, come detto, qualificherebbe la Roma, che d’altro canto (almeno inizialmente) potrà vivere d’attesa azionando quelle ripartenze letali che sono state l’arma in più della squadra spettacolare vista la scorsa stagione. I Citizens hanno poi mostrato tutti i loro limiti anche nella gara contro il Bayern, vinta solamente nei minuti di recupero (incredibile come, se le partite fossero finite al 90′, oggi la Roma starebbe festeggiando una qualificazione anticipata, insperata al momento dei sorteggi): con un uomo in più dal 20′ del primo tempo, avanti 1-0, gli inglesi si sono fatti rimontare dai bavaresi che hanno poi gestito la partita per lunghi tratti salvo poi perdere per due grossolani errori commesse da Xabi Alonso e Boateng, fin lì migliori in campo, che hanno spianato la strada ad Aguero, vero e proprio valore aggiunto della squadra di Pellegrini in questo momento. Quindi sulla carta l’impegno si presenta sì ostico dato il valore tecnico del City ma, a patto che la Roma faccia la Roma e ritorni a giocare bene come sa fare (recuperando forma, condizione e anche qualche assente), la squadra di Garcia se la può giocare.
Se per i giallorossi sono spine, per i bianconeri sono solo rose. Il successo in Svezia certifica il momento felice della Juve, che da quando ha cambiato modulo passando dal 3-5-2 contiano dei tre scudetti consecutivi all’Albero di Natale targato Allegri ha guadagnato una maturità più europea. Se in Italia i bianconeri dominano, in Europa hanno sempre faticato proprio per il tipo diverso di calcio che si gioca oltre i confini nazionali: meno tattico e attendista, più intenso e offensivo rispetto ai ritmi e alle (cattive) abitudini della nostra serie A. La risposta del tecnico bianconero é stata dunque togliere un difensore ed aggiungere un centrocampista nel settore nevralgico del campo, dove spesso si vincono le partite, come si dice, e i risultati in termini di gioco e di occasioni dal ritorno con l’Olympiakos si sono visti tutti (15 reti fatte nelle ultime due partite tra campionato e coppa). Va da sé che il Malmoe é avversario abbastanza modesto a questi livelli, ed una squadra che aspira a fare strada in Champions non dovrebbe avere problemi a regolarlo, ma su questo terreno era caduti in precedenza proprio i greci che pure avevano fatto soffrire la Juve nelle due sfide; per cui, ogni partita in campo europeo non va assolutamente presa sotto gamba.L’unica pecca dei bianconeri casomai é di concretizzare poco in rapporto a quanto producono (vecchio difettuccio che riaffiora di tanto in tanto) e di giocare spesso sotto ritmo compiacendosi della propria superiorità tecnica, come accaduto con gli svedesi, invece che ammazzare subito la partita ed amministrare poi con tranquillità.
Per la Juve si apre anche la possibilità di guadagnare l’accesso alla seconda fase da prima della classe battendo i Colchoneros davanti al proprio pubblico il 9 dicembre: ci vorrà un 2-0, visto l’1-0 dell’andata a favore della squadra del Cholo Simeone, gruppo scorbutico capace di far giocare male le proprie avversarie con un calcio molto fisico e tattico (all’italiana, per intenderci), che di certo non tradirà il proprio credo anche nella sfida dello Juventus Stadium. Saranno anche le prove generali di una vera e propria sfida ad eliminazione diretta in vista di un sorteggio che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe portare due italiane tra le prime 16 d’Europa ed opporre loro paletti in apparenza insormontabili quali Real, Chelsea, Bayern (per i bianconeri) Psg o Barcellona: prospettive da incubo…

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