Come funziona il calcio negli altri paesi? Regole e regolamenti per capire come vivono il pallone i nostri vicini europei

Pubblicato il autore: Marco Ronci Segui

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La finale di coppa Italia di Roma di maggio e i recenti fatti di Milano tra Italia e Croazia hanno portato alla ribalta l’argomento sicurezza negli stadi. Quanto possiamo sentirci sicuri di andare allo stadio a supportare la nostra squadra del cuore senza dover assistere alle solite manifestazioni di violenza? Gli ultimi eventi sembrano ancora dimostrare come il nostro paese sia ancora indietro anni luce dal punto di vista delle regole, soprattutto quando si parla di farle rispettare quando queste ci sono. Recentemente mi sono recato in Inghilterra, a Londra precisamente. Quella che molti definiscono la “patria” del pallone, ha sempre avuto a che fare con una parte violenta delle tifoserie, divise molte volte da forti rivalità.

Per sanare la situazione, per dare un regolamento più chiaro, dopo alcuni tentativi falliti della “Iron Lady”Margaret Thatcher , intervenne la magistratura.Dopo la morte di 96 tifosi del Liverpool nel 1989, in quella che l’Inghilterra ricorda come la strage di Hillsborough, non per causa di scontri ma per l’inadeguatezza degli stadi e la mancata applicazione( ma anche per mancanza) delle regole, le cose cambiarono. Durante gli anni 90′ gli stadi, anche con l’aiuto dei governi, furono messi in sicurezza o, in certi casi, ricostruiti totalmente. La bellezza , oggi, degli stadi inglesi è visibile a tutti. Emozionante come niente è assistere ad una partita in un impianto polifunzionale, a pochi metri dai tuoi calciatori del cuore, nel pieno rispetto delle regole. Ecco, le regole. In Inghilterra ci sono e sono severissime. Specifichiamo che, da più di quarant’anni, in Inghilterra la responsabilità di quello che avviene negli stadi è di chi li gestisce, quindi, nella maggior parte dei casi, delle società stesse. Questo, ovviamente, comporta la volontà delle stesse squadre e società a far rispettare le regole che, nel paese della regina, vietano tassativamente( pena l’esclusione perpetua dall’impianto o, in alcuni casi, la reclusione) l’introduzione di petardi o di qualsiasi sostanza alcolica.

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In Germania le regole non sono tanto diverse dall’Inghilterra: responsabilità delle società per tutto quello che accade dentro gli stadi, libertà delle società di escludere chi è accusato di atti violenti e tante altre. Non dimentichiamoci che in Germania chi è al comando della squadra sono proprio i tifosi, che nella maggior parte dei casi, posseggono parte del capitale delle società, quindi è ovvio il loro interesse per il rispetto delle regole.

In Spagna il discorso è diverso. Qui è lo Stato a garantire la sicurezza, sia dentro che fuori gli stadi, seguendo un regolamento molto duro, concordato con le società. Squadre e tifosi, per i loro sbagli, possono pagare individualmente ma, in alcuni casi quando il fatto riguarda contemporaneamente mancanze strutturali o comportamenti vietati, c’è il rischio di una pena ancora più pesante.

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Casi di violenza, ovviamente, ancora ci sono in Europa ma, dati alla mano, i casi di arresti sono nettamente in calo. In Italia, oltre alla necessità dell’ammodernamento degli impianti e di regole più dure per quanto riguarda il tifo violento, c’è bisogno di una nuova cultura dello sport, basata sul divertimento senza violenza e sul rispetto delle regole.

 

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