Del Piero e i 40 anni: le 10 immagini più significative della sua carriera

Pubblicato il autore: Nicola Iuzzolino Segui

del piero 40 anni

Il 1974 fu un anno ricco di movimenti, novità, tumulti, nel panorama continentale europeo e non. In Francia veniva a mancare per un morbo devastante il presidente Pompidou, dopo un mandato di cinque anni e quasi mezzo secolo di storia novecentesca alle spalle. In Grecia cadeva il regime dei colonnelli, in Svezia si celebravano i Nobel per la letteratura di Martinson e Johnson e dell’altra parte del pacifico debuttava sulle reti della ABC una serie di nome Happy Days, destinata a marchiare indelebilmente il mondo delle Sitcom. In Italia si respirava invece un’aria impaurita, complessa, reazionaria, che campava di cronaca nera e avvenimenti improvvisi. Era l’anno delle prime Brigate Rosse, del rapimento di Mario Sossi e dell’incarcerazione di Luciano Liggio. Di Gianni Agnelli presidente di Confindustria e dei 65.000 mila operai Fiat in cassa integrazione. Un periodo travagliato, sconvolto, paradossale che, tra i clamori di un paese turbato e le speranze per una prossima serenità, dava alla luce nel comune di Conegliano un ragazzino dal volto disteso, destinato a segnare il mondo calcistico con la propria arte movimentale.

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Alessandro Del Piero nasce qui, così, in questo scombussolato 1974, quasi in contrasto, in conflitto, con gli umori e gli accadimenti dell’epoca. Nasce e cresce col pallone tra i piedi, con i sogni di tutti i bambini, fra le carezze di una madre amorevole e i valori di un padre irreprensibile. Ha il talento nel sangue, lo spirito di sacrificio nel DNA e una carriera grandiosa già scritta nel proprio futuro.

Ale vive la sua storia, la colora delle tinte che più ama, il bianco, il nero e l’azzurro, e ne modifica i connotati in relazione alle situazioni contingenti. Esplora la sua fortuna, ne trae i massimi profitti, gode dei momenti irripetibili che oggi ci sono e domani chissà. Non cerca la notorietà, lascia che sia lei a corteggiarlo, e come galantuomo che si rispetti ne sfiora delicatamente i piaceri senza oltrepassare i limiti del desiderio. Ha classe, stile, eleganza in ogni movenza fisica, calcistica o verbale. Regala tanto alla sfera pezzottata, ma in egual misura ne riceve i guadagni. Guadagni che si tramutano in gol, esultanze, trofei, sorrisi, immagini. Immagini preziose, istantanee, che rimangono pregne di quei momenti, di quelle sensazioni. Immagini che abbiamo voluto raccogliere e selezionare in una sequenza di 10, come 10 è stato il numero che lo ha reso immortale in questi 40 anni.

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Del Piero

22 Novembre 1992. In un Padova-Ternana di Serie B terminato 5-0 per i biancoscudati, un diciottenne talentuoso di nome Alessandro Del Piero fa il proprio esordio in prima squadra, siglando a una manciata di minuti dal triplice fischio anche la prima rete da professionista. Inserimento puntuale alle spalle della linea difensiva e diagonale perfetto a battere il portiere.

Del Piero

19 Settembre 1993. Quasi un anno dopo la prima rete da professionista. Trapattoni lo manda in campo nel finale, sul 3-0, lui ringrazia la fiducia e ripaga: movimento in profondità, quasi a mezzaluna, per raccogliere il lancio di Di Livio e mancino al volo verso l’angolo alla sinistra del portiere. “Fu il mio battesimo in tutti i sensi: Baggio, che era in panchina, mi rovesciò in testa una bottiglietta di Gatorade”.

Del Piero

22 Maggio 1996. La Juventus si laurea campione d’Europa dopo i calci di rigore con l’Ajax. Del Piero è ormai diventato punto cardine dell’attacco bianconero e nel percorso dei torinesi verso la finale giocata a Roma si è dimostrato il giocatore più prolifico dei suoi: 6 reti in 844′ minuti giocati. A 21 anni è entrato ufficialmente nella storia del calcio continentale.

Del Piero

18 Febbraio 2001. Al San Nicola di Bari, la Juventus di Carlo Ancelotti non riesce a sbloccare il punteggio, impatta continuamente su un muro belga di nome Gillet. Ma a 9′ minuti dal termine arriva il colpo che decide la gara: doppio passo in area di rigore sull’avversario di turno, palla spostata sul lato sinistro dell’area piccola e tocco sotto a scavalcare il portiere. Del Piero segna, Del Piero grida, Del Piero piange e decide l’incontro. Papà Gino è morto solo qualche giorno fa e la sofferenza è più dilaniante che mai. Quella rete assume il valore di un epitaffio.

Del Piero

4 Luglio 2006. Nel leggendario Westfalenstadion di Dortmund, Ale corre per la sua nazionale. Gli azzurri stanno vincendo 1-0 e la finale di Berlino è ad un passo. Vede il movimento di Gilardino, detta il passaggio e trafigge Lehmann con un destro a giro. Grida, corre, abbraccia i compagni. “Dove è la mia famiglia?” La cerca, la trova, forse si, forse no. E’ di nuovo un eroe della patria. E i fischi per la finale del 2000 ora sono diventati applausi.

Del Piero

28 ottobre 2006. Nell’anabasi in Serie B, la Juventus incontra alla nona giornata di campionato il Frosinone di Iaconi, ospite all’Olimpico di Torino. Apparentemente è una partita comune, ma Del Piero sa che non sarà così. Al 73′ minuto del secondo tempo infatti, dopo un batti e ribatti in area di rigore, il capitano infila il vantaggio per la squadra di Dechamps e la 200esima rete personale con la casacca bianconera. Non è un record banale questo, non è un semplice duecentesimo gol; l’inferno della B lo ha rimpolpato d’orgoglio. Ale se lo terrà stretto come un vessillo di battaglia.

Del Piero

5 Novembre 2008. Estadio Santiago Bernabeu, e già questo basta e avanza per qualsiasi descrizione. Del Piero incanta e delizia, in maniera ambivalente, il pubblico lì presente, lascia a bocca aperta per l’euforia (tifosi bianconeri) o l’amarezza (tifosi blancos) chi assiste attonito alle sue prodezze. Rasoiata mancina dal limite dell’area e specialità della casa da calcio piazzato. Juventini o non, il risultato è univoco: standing ovation di tutto lo stadio e consacrazione ufficiale all’olimpo del calcio.

Del Piero

13 Maggio 2012. La cerimonia d’arrivederci (perché addio sarebbe empio per gli juventini) che lo ha portato dopo 18 anni ai saluti con la Vecchia Signora. Gol 289, ultimo, con la casacca bianconera, giro di campo paranormale tra lo strazio dei tifosi. Lacrime (anche sue) e sciarpate sugli spalti, la coppa alzata al cielo tra coriandoli e ricordi, fuochi e sensazioni. Qualcuno in quel pomeriggio ha capito di non essere più un ragazzino. E’ finita un’era.

Del Piero

28 Ottobre 2012. Raggiunge quota 800 presenze da professionista in un mondo lontano per distanze e cultura da casa sua. Le festeggia lì, a Sydney, con la divisa degli sky blues indosso ed il calore degli australiani a fare da sfondo. Mutano gli scenari, cambiano spettatori, tempi e sensazioni, ma il protagonista della recita resta sempre lui. E chissà se se la sarebbe immaginata così.

Del Piero

28 Agosto 2014. Non bastano due anni di Australia a colmare la sua sete di esplorazioni esotiche. La curiosità di sperimentare lo trascina ora nel campionato indiano, dove firma un contratto con i Dehli Dynamos e assume il ruolo di ambasciatore per la neonata Indian Super League. E’ l’inizio di una nuova avventura, forse l’ultima, chissà, della sua gloriosa carriera. Ma da Nuova Dehli arriva un grido, ancora forte e convinto, che con la caparbietà di una vita recita forte e chiaro: “Io non smetto”.

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