Del Piero: il suo impegno per AIRC, il futuro e…. i suoi 40 anni

Pubblicato il autore: Ivana Notarangelo Segui

Alessandro Del Piero

Nonostante la lontananza dall’Italia, Alessandro Del Piero non fa mancare il suo sostegno all’AIRC (Associazione Italiana ricerca sul Cancro), di cui è testimonial da moltissimi anni e per cui è stato insignito nel 2006 con il premio “Credere nella ricerca” dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il suo impegno costante a favore dell’AIRC si è intensificato soprattutto dopo la scomparsa di suo papà Gino, 13 anni fa a causa del cancro. Oggi Del Piero è intervenuto telefonicamente ai microfoni di RTL 102.5 proprio per raccontare del suo sostegno ad AIRC: “E’ importantissimo far parte della squadra AIRC ed è compito nostro non solo mandare sms o fare donazioni, ma anche di sensibilizzare più persone possibili perché, mai come in questi casi, l’unione fa la forza e si riesce a raccogliere tanti fondi per sostenere gli oltre 5.000 ricercatori che grazie ad AIRC possono continuare il loro lavoro in Italia o andare all’estero per poter migliorare, raccogliere informazioni, riportarle in Italia e continuare a cercare di risolvere o rendere più semplice per debellare questa malattia”.

Inoltre, Del Piero ha voluto condividere la sua esperienza di “ricercatore per un giorno” presso l’ospedale di Candiolo nei primi giorni di settembre. Ancora visibilmente emozionato, Del Piero racconta: “Sono andato all’ospedale di Candiolo ed è stato interessantissimo conoscere un po’ meglio il lavoro dei ricercatori, quanto tempo passano a lavoro, il loro ambiente, cosa cercano di ottenere, quanto tempo delle volte necessita una ricerca o un semplice passo in avanti. La loro dedizione ed attenzione è incredibile, ho notato che ci sono tantissimi ragazzi giovani che hanno grande passione per quello che stanno facendo: questa è una cosa che mi ha colpito molto e ne sono felice perché l’impegno soprattutto dei giovani è fondamentale. Abbiamo passato un bel pomeriggio insieme”. Inevitabilmente, però, il discorso va sul calcio e sulla delicata domanda sul suo prossimo futuro, visto che il campionato indiano termina poco prima di Natale. A tal proposito, Del Piero non da certezze e afferma: “Questa è la domanda alla quale dovrò dare una risposta nel prossimo futuro. So di essere arrivato ad un punto particolare della mia vita calcistica che mi porrà davanti a delle scelte, da qui in avanti, come le ho sempre fatte in maniera sempre serena e cercando di essere più obiettivo possibile. Oggi non posso darvi una risposta“.

Inoltre, Del Piero parla di come la sua scelta di giocare in India sia stata dettata soprattutto dalla curiosità (“La curiosità certo non mi manca, la voglia di conoscere situazioni nuove, di imparare da ambienti e culture diverse è qualcosa che mi affascina particolarmente. Spero che tutto ciò mi possa far crescere ancora di più e maturare) e si mostra fiducioso sulla situazione del calcio italiano (“Dal punto di vista calcistico mi sembra di vedere un continuo impegno per migliorare quella che è la situazione, riuscire ad avere un bilanciamento migliore con altre realtà internazionali ed europee che in questo momento sono un passo avanti. Resta il Paese più bello al mondo). Domenica 9 novembre, poi, è una data speciale per Alessandro Del Piero: compie 40 anni. Per omaggiarlo, sabato sera Sky manderà in onda alle 23.30 un’intervista realizzata da Federico Buffa. Un modo speciale per festeggiare un campione senza confini, senza colori, amato da tutti, capace di emozionare ancora, come avvenne il 13 maggio 2012, giorno del suo addio alla Juve, quando uno stadio intero non guardava più la partita e tutti piangevano perché il campione stava salutando la Vecchia Signora. Domenica Del Piero taglierà un traguardo importante: magari ripercorrerà il suo cammino ricco di vittorie, soddisfazioni, ma anche amarezze, sconfitte, infortuni gravi e dolori personali, critiche esasperate e chiacchiere di ogni genere. Ma lui ce l’ha sempre fatta. Lui si è sempre rialzato. In un o modo o nell’altro ha sempre vinto! E continua a farlo ancora oggi, in campo, ma soprattutto nella vita!

 

  •   
  •  
  •  
  •