Esclusiva, Liverani: “Solo la Roma può competere con la Juve. Spero di tornare presto in panchina”

Pubblicato il autore: Francesco Pugliese Segui

intervista esclusiva liverani

E’ stato uno dei protagonisti del sorprendente Perugia guidato dall’istrionico Serse Cosmi. Ha confermato quanto di buono mostrato in Umbria con le maglie di Lazio, Fiorentina e Palermo offrendo sprazzi di classe anche al servizio della Nazionale italiana prima di appendere le scarpette e sedere in panchina. Fabio Liverani ha vissuto e continua a vivere di quella passione chiamata calcio. SuperNews ha avuto il piacere di avvicinare l’ex regista di origini somale per approfondire i principali temi della Serie A 2014/15.

francesco puglieseFabio, cosa non ha funzionato a Genova?

liverani fabio“Difficile spiegarlo. Certamente la Serie A è ostica per tutti, figuriamoci per chi come me era alla sua prima esperienza in panchina. Purtroppo, dopo un inizio non felicissimo, si sono venuti a sommare problemi di varia natura e quando c’è da prendere decisioni difficili, il primo a pagare è sempre l’allenatore”.

Un po’ quello che è successo a Mazzarri, giusto?

“Eh si. Le difficoltà incontrate dall’Inter in questo avvio di stagione si sono riversate tutte sul tecnico, che come sempre è il primo a pagare gli errori di tutti. Stimo Walter e gli faccio i migliori auguri perché possa presto tornare a dirigere una squadra”.

Come vedi il nuovo corso azzurro di Antonio Conte?

“Antonio ha il complesso compito di offrire al nostro calcio un cambio generazionale importante, ma dopo quanto di buono fatto vedere alla guida della Juventus, sono convinto che ha tutte le carte in regola per dimostrare di essere all’altezza delle aspettative. Ha l’esperienza e la giusta grinta per forgiare un nuovo gruppo, che potrà crescere grazie alla sua esperienza in campo e fuori”.

Credi che il passaggio da Conte a Allegri possa cambiare le gerarchie del calcio italiano?

“E’ pacifico che nel momento in cui c’è un avvicendamento in panchina qualcosa cambi, ma la Juventus si è affidata ad un grandissimo professionista come Massimiliano Allegri. Inoltre trovo che la Juve rimanga la squadra da battere, anche se le alchimie si affermano con il lavoro giorno dopo giorno con il gruppo e questo potrebbe essere un piccolo vantaggio per le principali antagoniste dei bianconeri. Mi riferisco a in particolar modo alla Roma, che è un squadra attrezzata e che ha il vantaggio di lavorare insieme già da un anno”.

Quindi sarà corsa a due per lo Scudetto?

“Si, credo proprio di si. Non me ne vogliano le altre società, ma credo che solo la Roma, per completezza di squadra e per quanto di buono fatto in fase di mercato, possa insediare lo strapotere della Juventus, pur tenendo presente che i bianconeri rimangono la squadra da battere”.

Credi che la Lazio possa inserirsi quantomeno per un piazzamento in Champions?

“Non sta a me dirlo, quanto al tempo, ma credo che non sarà facile per la Lazio. E’ un gruppo interessante, ma come dimostrato in alcune occasioni, ancora acerbo per poter mantenere una marcia che assicuri ai biancocelesti di arrivare tra le prime tre. Credo che dopo Juve e Roma, la terza forza del nostro campionato, pur tra alti e bassi, sia il Napoli”.

Possibili sorprese?

“Ci sono alcune squadre che stanno dimostrando di lavorare molto bene. Oltre all’Udinese, che non può essere più definita una sorpresa, credo che le due genovesi diranno la loro fino alla fine del campionato”.

Non dai credito alla Fiorentina?

“Non si tratta di non darle credito, ma alle volte c’è da fare i conti con la sfortuna. I viola hanno avuto non pochi imprevisti, soprattutto in attacco. Quando ti affidi a gente come Gomez e Rossi e poi per malasorte sei costretto a doverne fare a meno, le aspettative cambiano. Dipenderà molto da gennaio, ma fare a meno per tanto tempo di due fuoriclasse di questo spessore incide non poco nell’economia di un campionato”.

Fabio, quando ti rivedremo in panchina?

“Spero presto. Il calcio è la mia vita e non saprei fare altro. Dopo aver smesso di giocare, ho voluto cimentarmi nel ruolo di allenatore perché non posso stare lontano da un campo di calcio. Spero di tornare presto a guidare una squadra, ho voglia di mettermi in gioco nuovamente e so di poter dire la mia”.

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