Flop Ranieri in Grecia, la più ‘italiana’ delle nazionali certifica il crollo della serie A

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

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La Grecia non ha più un buon feeling con l’Europa, nel calcio come nella politica e nell’economia. Si chiama Joan Simun Edmundsson il boia degli ellenici, l’attaccante delle Isole Far Øer che in un minuto, il 15′ della ripresa, ha mandato Claudio Ranieri e un’intera nazione all’inferno. Ventitré anni e un’esperienza di due stagioni al Newcastle senza mai assaggiare il campo, Joan Simun non ha solo segnato il gol vittoria della nazionale scandinava ad Atene, ma ha anche quasi ufficializzato l’incredibile eliminazione dei greci dai prossimi europei del 2016 in Francia. Ed é un flop che deve far riflettere specialmente in Italia, non tanto perché il ct è di casa nostra, quanto perché la Grecia é la più “italiane” delle nazionali europee. Ben sei i titolari provenienti dalla Serie A in campo contro le Far Øer, nella sconfitta più umiliante che il calcio ellenico ricordi.

Chi pensava che la Grecia avesse toccato il fondo nelle prime tre gare del gruppo F – sconfitta in casa contro Romania e Irlanda del Nord, pareggio in Finlandia – ancora non aveva assistito allo scempio di Atene. Reduce da un solo punto nei primi 270 minuti, la squadra di casa era chiamata ad una reazione d’orgoglio contro le Isole Far Øer, 162esime nel ranking Fifa, ultima e cenerentola del girone F come da tradizione. La reazione doveva essere talmente scontata che le attenzioni dei media locali erano rivolte più agli altri campi (Bucarest per Romania-Irlanda del Nord e Budapest per Ungheria-Finlandia), nella speranza di recuperare un po’ del terreno perduto. Invece no: sconfitta e sorpasso firmato Edmundsson, unico baluardo offensivo nel 4-5-1 allestito dagli scandinavi.

Sia chiaro, la Grecia non é mai stata una superpotenza del calcio mondiale o continentale, ma questo girone era assolutamente alla portata della squadra di Ranieri. Il sorteggio, affrontato come testa di serie, si era rivelato abbastanza generoso: Romania, Ungheria, Irlanda del Nord, Finlandia e Isole Far Øer sembravano avversari di agevole lettura. L’allargamento delle qualificate a 24 squadre, inoltre, era quasi una garanzia di successo. Niente di più sbagliato per l’ultima nazionale laureatasi campione d’Europa prima del bis spagnolo.

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La stampa greca ha iniziato a bacchettare Ranieri già ad ottobre. “Siamo nel girone piú facile di tutti e rischiamo di non qualificarci, rischiamo di diventare una barzelletta”, scrissero dopo il ko interno con l’Irlanda del Nord. Figurarsi cosa accadrá ora. La panchina traballa sempre di più ed é ipotizzabile che qualcosa possa cambiare già nelle prossime ore. Ranieri, 63 anni, ha accettato di allenare una nazionale, per la prima volta in carriera, lo scorso luglio. Accordo raggiunto sulla base di un biennale da 800mila euro all’anno, con il tecnico romano fresco di una buonuscita da 4,5 milioni di euro ricevuta dal Monaco, suo ultimo club. Il sodalizio ora potrebbe clamorosamente rompersi dopo nemmeno quattro mesi, chiaramente attraverso l’ennesima buonuscita.

L’eco del tonfo arriva fino in Italia, il Paese da cui Ranieri ha attinto di più. Questa volta erano sei i giocatori ‘italiani’ convocati (Karnezis, Torosidis, Moras, Manolas, Koné e Christodoulopulos), ma ad ottobre erano addirittura nove (stavolta mancavano gli infortunati Holebas, Tachtsidis e Fetfatzidis). I sei sono scesi regolarmente in campo contro le Far Øer, tutti come titolari. Il dato deve far riflettere, nessuna nazionale in Europa attinge cosí tanto in Serie A come la Grecia, proprio la nazionale piú deludente di queste qualificazioni, incapace di fare punti in casa contro tre avversari modesti e sconfitta pure dalle Isole Far Øer, le cui vittorie nella storia entrano nelle dita di una mano. Semplice coincidenza o ennesima conferma di un calcio italiano sempre più in difficoltà, capace di importare solo stranieri di dubbio valore? La risposta è forse contenuta in un noto detto popolare. Italiani e greci: una faccia, una razza.

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