Inter, Handanovic: il pararigori senza rinnovo

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

C’é molto di Samir Handanovic nella qualificazione dell’Inter ai sedicesimi di Europa League, ottenuta dopo il 2-1 casalingo al Dnipro, arrivata anche grazie ad una prodezza del portiere sloveno che sullo 0-1 ha neutralizzato il calcio di rigore di Konopljanka, l’ennesimo tiro dal dischetto sventato dal numero 1 nerazzurro in questa stagione da incorniciare almeno per lui. Eh sì, perché Handa é stato finora il vero Mvp della squadra ora di Roberto Mancini, decisivo anche sull’ 1-1 con due parate importanti a salvare partita e qualificazione, ma ormai fa più notizia quando accade il contrario, ovvero che risulti il peggiore in campo alla fine come può capitare a chiunque. Figuriamoci al 30enne portierone di Lubiana, alto 1,93 per 89 kg, che adesso tutti i tifosi interisti temono di perdere l’anno prossimo: la data di scadenza del contratto recita infatti 30 giugno 2016; come chiarito dal ds Ausilio, l’intenzione della dirigenza nerazzurra é di proporgli il prolungamento con adeguamento dell’ingaggio (Handanovic guadagna ora 2 milioni a stagione), ma al tempo stesso il procuratore dello sloveno, Federico Pastorello, sta prendendo tempo, consapevole che le offerte per il suo assistito non mancheranno, soprattutto da parte di club (esteri su tutti) che giocano la Champions League, il contesto in cui Handa vorrebbe misurarsi (sempre che l’Europa che conta non arrivi con l’Inter, anche se ad oggi la posizione in classifica é tale da autorizzare sogni solo ai più inguaribili ottimisti). Insomma, il portiere sogna la Champions e l’ultimo contratto importante della sua carriera: 22 milioni é attualmente il suo valore di mercato secondo Transfermarkt.it ma la cifra é destinata ad abbassarsi ad un anno e mezzo dalla scadenza, se il rinnovo tarderà ad arrivare.
Arrivato all’Inter nel luglio 2012 dall’Udinese per 11 milioni più la metà del cartellino di Faraoni, da subito si é imposto con tutte le sue qualità che si era avuto modo di apprezzare negli anni a Udine: fisicità, esplosività, reattività, forte presenza nelle uscite in area di rigore, istinto e prontezza di riflessi. Tutte componenti che gli sono valsi attestati di stima per le parate (molte) che ha dovuto effettuare nella prima stagione interista, conclusa con un anonimo nono posto ma in cui Handa usciva dal campo con la palma di migliore in campo dei suoi. “Ah, se non ci fosse Handanovic…” dicevano i tifosi. Al netto di qualche errore di troppo nella seconda stagione, lo stesso numero 1 nerazzurro si é riconfermato sigillando il ritorno in Europa dell’Inter nelle due trasferte di Genova e Parma ad aprile, crocevia decisivo dell’annata con due vittorie consecutive ottenute grazie al pezzo forte dello sloveno: i calci di rigore. E’ stato soprattutto, respingendo i tiri dagli 11 metri di Maxi Lopez a Marassi e di Cassano al Tardini, che i nerazzurri allenati allora da Mazzarri hanno potuto conquistare quei sei punti decisivi per il quinto posto finale. Lì incomincia la serie consecutiva di tiri dal dischetto parati dallo sloveno che con Konopljanka giovedì ha vissuto un nuovo capitolo: in precedenza, in questa stagione, si erano dovuti chinare Larrondo (Torino- Inter 0-0), Cossu (Inter- Cagliari 1-4) e Toni (Inter- Verona 2-2). Sei rigori parati di fila: in campionato con l’Udinese si era fermato a quattro nella stagione 2010- 2011, record già battuto con l’Inter con le già citate prodezze (l’ultimo a fargli gol fu Pinilla a febbraio, poi l’inizio della serie).
In totale, in serie A ha neutralizzati 20 rigori ed é secondo nella classifica dei portieri pararigori di tutti i tempi, dietro soltanto a Gianluca Pagliuca, altro ex interista, che ne ha parati 24. Scommettiamo che batte questo record? A meno che il nostro campionato, già povero di stelle, non perda anche questo campione…

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