Inter, Vidic diventa un caso: affare o bidone?

Pubblicato il autore: Gerardo Fiorillo Segui

Nemanja Vidic

Nella deludente e altalenante Inter di questo inizio di stagione Nemanja Vidic è diventato un caso. Il 33enne centrale serbo, ex capitano del Manchester United, colpo di mercato a parametro zero sbandierato ai quattro venti da Thohir a marzo di quest’anno, ha inanellato una preoccupante serie di errori e prestazioni scadenti che hanno fatto storcere il naso al popolo nerazzurro. Impazzano le discussioni sul web: Vidic è un affare da non rinnegare o un clamoroso flop? Nella centrifuga Inter non passa giorno in cui non si cerchi un capro espiatorio cui addebitare colpe e omissioni. E se ormai la tifoseria interista ha scaricato Mazzarri – al punto che lo speaker di San Siro omette scrupolosamente di citare il nome dell’allenatore toscano all’annuncio delle formazioni per evitare bordate di fischi – non si può dire che il centrale serbo sia entrato nel cuore della gente. Anzi. L’ambientamento di Vidic nel campionato italiano tarda a concretizzarsi, e i rumors di mercato che prefigurano una partenza a gennaio del difensore in direzione Manchester United o Galatasaray di certo non aiutano. Indiscrezioni che filtrano dai tabloid d’Oltremanica poco rassicuranti, anche se la società nerazzurra non sembra propensa a mandare via facilmente un elemento di spessore in una rosa impegnata su tre fronti e che non offre di per sè tante alternative. Vidic ha firmato un contratto biennale con l’Inter (opzione per il terzo anno) con un ingaggio da 3,2 milioni di euro netti a stagione.

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L’esordio in serie A in occasione di Torino-Inter (31 agosto 2014) si è rivelato disastroso: rigore procurato al Torino per fallo su Quagliarella e cartellino rosso a fine partita per aver applaudito l’arbitro Doveri. A Palermo, terza di campionato, altro scivolone: passaggio arretrato improvvido e Handanovic battuto da Vasquez. Altri errori in serie alla quinta di campionato, nella goleada del Cagliari a San Siro. Colpo di testa all’indietro da cui scaturisce il gol di Callejon in Inter-Napoli, settima di campionato. Pasticcio a Saint Etienne, quarto turno di Europa League: calcio d’angolo per i francesi, indecisione del serbo nel respingere e palla sui piedi di Bayal Sall che trafigge Handanovic. Marcatura blanda su Toni che porta in vantaggio il Verona nell’ultima gara casalinga dell’Inter, prima della sosta. Un repertorio non incoraggiante per quello che era stato definito il “top player” della difesa interista, bucata 14 volte dagli avversari e ancora in cerca di un assetto stabile. Colpa di Mazzarri? Colpa di Vidic e delle sue ricorrenti amnesie? Difetti di concentrazione della squadra? Modesta qualità del collettivo? Il dibattito è aperto, ma la pazienza degli interisti sembra essersi esaurita.

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