Italia-Albania, invasione pacifica di tre tifosi albanesi

Pubblicato il autore: Nicola Iuzzolino Segui

Invasione di campo

24′ del secondo tempo. L’Italia sta attaccando insistentemente l’area di rigore avversaria, quando all’improvviso, dopo l’occasione da gol creata da Okaka e parata da Berisha, un invasore di campo con una bandiera albanese comincia la propria corsa sfrenata sul campo, dirigendosi verso il capitano della propria nazionale Cana. L’intento, è quello di farsi firmare la bandiera dal centrale della Lazio, divenuto beniamino, dopo le vicissitudini nella gara con la Serbia, dell’intera nazione.

Una invasione pacifica dunque, che si è conclusa con l’uscita autonoma dell’uomo dal corridoio che porta agli spogliatoi.

Ma qualche minuto dopo, al 31′ per la precisione, ne arriva un’altra, sempre di un tifoso albanese, che questa volta irrompe sul campo per riempire di baci uno dei propri giocatori (Angolli). Sta volta “l’appassionato” supporter viene fermato come da norma dagli steward ed accompagnato fuori.

Ma il proverbio “non c’è due senza tre” non può essere certamente smentito e così arriva addirittura la terza invasione di campo, sedata anche questa dagli steward come la seconda.

Non saranno di certo episodi tollerabilissimi o da giustificare in una partita di calcio, ma tra la violenza insensata fuori o dentro gli stadi e l’orgoglio patriottico di un paio di tifosi, la differenza è abissale.

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