La formazione degli allenatori che negli anni ’90 facevano ancora i calciatori.

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

formazione calciatori anni '90

Se siete nati tra gli anni ’80 e ’90, vi starete accorgendo che sempre più spesso sulle panchine delle squadre italiane ed europee iniziano a sedere giovani allenatori, che fino all’altro ieri erano vecchi calciatori.
La vittoria della Champions nel 2009 da parte del Barca di Guardiola, ha fatto pensare a molti club in giro per il mondo che spostare una bandiera dal campo alla panca, avrebbe portato a successo sicuro.

Tante società si sono nascoste dietro slogan tipo “conosce l’ambiente”, oppure “sa cosa vuol dire lavorare per questa società” ed hanno fatto subito il passaggio della bandiera dal campo alla panchina, un po’ per risparmiare qualche euro richiesto da allenatori più navigati, un po’ per ingraziarsi i tifosi ad inizio stagione.

C’è cascata subito la Juventus, che confermò la vecchia bandiera Ferrara, invece di virare su Spalletti che era in rottura con la Roma. Andò male. Qualche anno dopo la Juve ci ha riprovato con Conte, azzeccando decisamente la scelta.
Guardiola e Simeone, come Conte, sono esempi di quando le società azzeccano la bandiera a cui affidare la squadra.

Tanti giocatori che negli anni ’90 abbiamo visto nascere (calcisticamente), crescere, vincere (qualcuno) e poi ritirarsi, alla fine hanno trovato posto sulle panchine di squadre di cui spesso avevano fatto la storia, quando correvano ancora sul campo. Alla fine sono così tanti che potremmo addirittura abbozzare una formazione che, negli anni ’90, magari, avrebbe pure vinto qualcosa.

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Portiere: Walter Zenga
Non ci sono molti recenti ex portieri, attualmente allenatori. Walter è il veterano di questa formazione, essendosi ritirato nel 1999, dopo l’ultima stagione nel New England Revolution,  nel campionato americano. L’ultima squadra allenata è stata l’AL Jazira ed in molti pensano a lui, se Thoir dovesse esonerare Mazzarri.

Difesori: Ciro Ferrara, Mauricio Pochettino, Sinisa Mihajlovic, Willy Sagnol
Tutti mister in ascesa, che ancora devono vincere qualcosa di importante come allenatori. Sagnol ha vinto tutto con il Bayern da calciatore ed è finalista mondiale nel 2006 con la Francia.
Ha iniziato la sua prima stagione come allenatore sulla panchina del Bourdeaux.
Anche Mihajlovic e Ferrara hanno vinto tutto, ma proprio tutto, in Italia ed in Europa. Campionato di Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana ed Europea, Coppa dei Campioni e Coppa Uefa: non manca niente nel palmares due dei difensori che hanno fatto la storia del nostro campionato negli anni ‘90.
Da allenatori sono entrambi passati dalla Sampdoria e da due nazionali (l’under 21 italiana per Ferrara e la Serbia per Miha). L’ex centrale di Napoli e Juve è attualmente commentatore di SKY, dopo l’ultima esperienza da allenatore proprio al Ferraris, mentre Sinisa è la sorpresa del campionato, essendo terzo con la sua Samp.
Pochettino, tra questo blocco di difensori, è quello che da calciatore ha avuto meno soddisfazioni, avendo vinto soltanto due Coppe del Re con l’Espanol, ma come manager allena ad un livello leggermente più alto degli altri, essendo da questa stagione il tecnico del Tottenham, dopo un sorprendente ottavo posto con il Southampton nella scorsa stagione.

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CENTROCAMPO: Pep Guardiola, Antonio Conte, Diego Simeone, Clarence Seedorf
Il fiore all’occhiello della formazione è il centrocampo. Qui ci sono giocatori di indiscusso valore sia sul terreno di gioco che come allenatori, gente che ha vinto campionati e coppe a non finire, quando scendevano in campo in pantaloncini, prima ancora che in giacca e cravatta.
Seedorf è addirittura l’unico giocatore ad aver vinto tre Champions League con tre squadre diverse, anche se ha un’esperienza da allenatore più limitata rispetto agli altri, che, ognuno a modo suo,  non si sono soltanto limitati a vincere, ma hanno scritto la storia delle squadre da cui sono passati come tecnici.
Guardiola ha allenato uno degli undici più forti che abbia mai giocato a questo sport, vincendo 13 trofei in quattro stagioni. Conte ha risollevato la Juve da due settimi posti consecutivi, portandola alla vittoria di tre scudetti di fila.
“El Cholo” ha interrotto l’alternanza di Real e Barcellona al comando della Liga, che durava da nove anni. Ha anche raggiunto la finale di Champions, persa all’ultimo minuto contro il Real Madrid nella scorsa stagione.

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ATTACCO: Filippo Inzaghi e Vincenzo Montella
Anche qui, c’è poco da aggiungere ai nomi. Due che davanti al portiere hanno sbagliato pochissimo in vita loro, a volte segnavano anche senza volerlo, erano semplicemente nel posto giusto al momento giusto. Attaccanti con caratteristiche difficili da ritrovare nei bomber di oggi, più fisici e probabilmente meno astuti di Superpippo e dell’Aeroplanino.
Da giocatore il tecnico del Milan ha avuto le soddisfazioni europee che mancano al palmares di Montella, ma con 389 gol in due,  Montella ed Inzaghi, si schiererebbero volentieri nelle formazioni che allenano oggi.

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