Lazio, con il dodicesimo uomo in campo puoi sognare. Ma l’equilibrio è labile…

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

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La Lazio sogna
La Lazio vola in campionato, conquista l’ennesima vittoria, si lancia alla ricorsa della Roma, distante ora solo tre punti, e il pubblico si riavvicina definitivamente alla squadra. Lotito e i tifosi biancocelesti non sono mai andati d’accordo, in particolare in questo ultimo anno. Non si può dimenticare cosa è accaduto la passata stagione con la contestazione “Libera la Lazio” che ha avuto il suo culmine con la protesta di 30mila tifosi biancocelesti che, durante il match casalingo contro il Sassuolo, furono netti con il patron biancoceleste: o vendi la Lazio o noi non torniamo allo stadio. Lotito è rimasto al timone della società capitolina, i tifosi della Nord hanno abbandonato la Curva per tutto il girone di ritorno del passato campionato, soffrendo da casa per i loro colori. Poi, dopo una campagna acquisti positiva, soprattutto senza nessuna cessione dei ‘Big’, Lotito ha provato a riconquistare una parte della tifoseria e forse ci è riuscito. Ma solo una parte. La Curva Nord, autentico dodicesimo uomo in campo, nonostante gli ottimi risultati della squadra non ha mai smesso di criticare apertamente il presidente e durante ogni partita non mancano i cori contro la dirigenza. Intanto, però, l’Olimpico è tornato a far tremare gli avversari con una Curva Nord sempre piena, più trascinatrice che mai. E anche i musi lunghi che avevano alcuni giocatori biancocelesti al termine della passata stagione sono scomparsi, annientati dai sorrisi di una classifica che vede la Lazio nell’Olimpo del calcio italiano. Il merito deve essere equamente diviso tra il nuovo staff, la rosa dei biancocelesti, la voglia di rivalsa dei giocatori che finalmente sembrano aver creato un gruppo compatto, come ai tempi del primo anno di Petkovic, quello che valse la storica vittoria della Coppa Italia, obiettivo di questa stagione.

I meriti di Pioli e della tifoseria
Un po’ più di merito va a Pioli che ha saputo, per il momento almeno, affrontare tutti i problemi e le difficoltà di allenare una squadra come la Lazio, con il suo ambiente di certo non facile. Pioli ha dato alla squadra quel coraggio garibaldino di andare sempre avanti, ha cercato di offrire un gioco offensivo, spumeggiante, avvincente. Una squadra che sembra non avere paura di nessuno e che prova sempre a fare la ‘sua’ partita. Sempre. Questa “paura di nessuno” nasce anche da quelle voci che riempiono di emozioni uno stadio storico, quelle grida che l’anno scorso non si sentivano. Una tifoseria che sembra stia cercando di mettere nella propria bocca, nei propri polmoni anche quelle energie disperse negli ultimi sei mesi della passata stagione. E se l’Olimpico trema, tremano anche le gambe degli avversari che sentono il peso della marcia biancoceleste, con i tifosi che stimolano i propri beniamini a dare più del 100%. E adesso il terzo posto è reale, ma potrebbe esserlo anche a fine stagione. Perché intorno non è che si vedano squadre messe meglio come ambiente,  come qualità della rosa e nel modo di giocare. Per riuscire in questa missione, però, non si può prescindere dal supporto dell’ambiente. Un appoggio che non deve venire meno. Lo sa Lotito, lo sanno i tifosi, lo sanno i giocatori: senza il dodicesimo uomo in campo con la maglia biancoceleste, sarebbe difficile andare avanti. L’equilibrio rimane sottile. Spezzare quell’esile filo tramato dalle scelte di mercato di Tare, dal passo indietro fatto sia da Lotito che dai tifosi vorrebbe dire condannare la Lazio ad un negativo “Deja-vù” visto anche l’anno scorso. Vorrebbe dire seppellire ogni sogno. E i sogni, come il terzo posto, possono realizzarsi. La contestazione non è scomparsa, è ancora sepolta sotto la cenere, pronta a perdere fuoco e divampare come e più di prima. Lotito lo sa ed ecco perché ha deciso di abbassare i prezzi dei biglietti in Curva per la sfida Lazio-Juventus del 22 novembre, inizialmente messi a 35 euro e poi ridotti a 25 euro.

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