Mancini: “Dobbiamo tornare a vincere subito”

Pubblicato il autore: Gerardo Fiorillo Segui

Conferenza stampa Mancini Inter

Impeccabile, giacca e cravatta d’ordinanza, stile pacato e misurato. Trenta minuti di conversazione, ma nessun proclama e pillole di saggezza dispensate in quantità industriale per rasserenare l’ambiente. Roberto Mancini si è presentato in sala stampa alla Pinetina con il volto sorridente. La maglia con il numero 226 (le sue panchine con la maglia dell’Inter) esposta come un trofeo. Il suo ritorno ad Appiano Gentile si è consumato in un’atmosfera ovattata. Ai fianchi di Mancini l’amministratore Michael Bolingbroke gran cerimoniere, il direttore tecnico Piero Ausilio e il direttore generale Marco Fassone. I passaggi più significativi. L’esordio: “Sono molto contento. Non avrei mai pensato di tornare all’Inter. Qualcosa è stato fatto di buono dal sottoscritto in questi anni e la cosa mi fa piacere”. Alla domanda su Mazzarri, Mancini non si sbottona: “Quando si cambia allenatore, vuol dire che le cose non vanno bene, anche se la colpa non è solo dell’allenatore. Mazzarri è un bravo tecnico, dispiace per i fischi che ha ricevuto”. Sfida stimolante il ritorno all’Inter. Alla domanda: “Chi te lo ha fatto fare?”, il tecnico risponde sicuro: “Quando si è fatto un buon lavoro, nel tornare si ha tutto da perdere. Mi hanno chiamato ed esposto il progetto, credo possa essere un’altra bella storia. Certo, non ho la bacchetta magica, si deve tornare a fare risultati con il lavoro. L’Inter è un grandissimo club, credo in questa proposta, altrimenti non avrei accettato”. Su Thohir: “Giovedì sera ho ricevuto la telefonata. Lo ringrazio, come ringrazio Moratti per avermi preso nel 2004. Mi sembra voglia vincere, è una brava persona, era dispiaciuto per Mazzari, speriamo di tornare ai livelli di un tempo”. Su Moratti: “Massimo e la sua famiglia hanno fatto la storia dell’Inter. Ho sentito Massimo e l’ho visto felice”. Tra i singoli, menzione particolare per Kovacic: “E’ un ragazzo giovane, di qualità, credo possa diventare un campione”. Un accenno a Calciopoli, dopo che qualcuno gli ha rimproverato un approccio troppo prudente sul tema nel passato: “Sono una persona onesta, che non ha bisogno di nascondersi dietro nulla. Meglio pensare al campo, i calciatori sono i personaggi più importanti, il resto non conta”. Quanto tempo servirà per vedere un’Inter manciniana? “Dobbiamo lavorare subito e vincere subito, non ci possiamo dare una scadenza. Nel calcio non c’è molta pazienza”.

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