Mancini torna ad Appiano Gentile tra sorrisi, emozioni e risate.

Pubblicato il autore: Valeria Leli Segui

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Dopo sei anni, Roberto Mancini torna ad Appiano Gentile. Si presenta con un sorriso smagliante, forse anche un po’ emozionato. Ritorna dopo l’esperienza dal 2004 al 2008, durante la quale ha raggiunto le 226 panchine in nerazzurro, vincendo 3 scudetti, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane.
È il CEO Bolingbroke ad aprire la conferenza stampa di presentazione: ringrazia Mazzarri per il lavoro svolto in questo anno e mezzo, ammettendo che l’esonero non è stato facile, ma era giunto il momento di cambiare, e Mancini ha ora il compito di riportare l’Inter ad alti livelli.
Le sue prime parole a chi gli chiede dell’affetto che ieri i tanti tifosi hanno dimostrato per questo suo ritorno:”Sono molto contento, non avrei mai pensato di tornare all’Inter. Vuol dire che è stato fatto qualcosa di buono dal sottoscritto in questi anni e la cosa mi fa piacere. Non conosco benissimo tutti i giocatori, difficile fare i paragoni. Sono contento per l’entusiasmo che c’è, è alla base di ogni vittoria. Starà a noi riportare i tifosi allo stadio ma soprattutto tornare a vincere”.
Crede fermamente nel progetto del club, che gli è stato illustrato probabilmente anche dallo stesso Moratti, che ringrazia, insieme a Thoir, per questa nuova opportunità che gli è stata data. Sente che la società ha voglia di far bene, ha voglia di tornare ad essere importante in Europa, e non teme la competenza con le big del campionato italiano, Juventus fra tutte. Sa di avere una rosa sicuramente con meno qualità rispetto a quella della sua prima esperienza, ma afferma che, l’aver a disposizione una rosa giovane, composta da giocatori che non sono abituati a grandi palcoscenici, lo ha portato ad accettare questa sfida. È questo per lui lo stimolo principale: far crescere potenziali campioni. Primo fra tutti Kovacic; giocatore che ha sempre seguito e del quale dice: “è un ragazzo giovane, di qualità, credo possa diventare un campione, basta che capisca che può anche sbagliare qualche partita”.
Sente emozioni diverse rispetto alla sua prima esperienza sulla panchina nerazzurra. Allenare il Manchester City lo ha migliorato molto: “Sono stato nella Premier League, il miglior campionato al mondo, e al Galatasaray, un grande club con tifosi straordinari. Sono state due esperienze fondamentali, credo mi possano essere molto utili”.
Sulla situazione del calcio italiano, in evidente crisi, e poi sulle sue ultime dichiarazioni su Calciopoli dice:” “La crisi ha influito sul livello della Serie A, ma ora cerchiamo di renderla di nuovo competitiva, tutti amiamo l’Italia e il calcio italiano. Calciopoli? Ho sempre detto come stavano le cose, sono una persona onesta, che non ha bisogno di nascondersi dietro nulla. Ma è meglio pensare al campo, i personaggi più importanti sono i calciatori, è questa la cosa più bella del calcio, il resto non è veramente importante”.
Non poteva mancare una domanda su Balotelli e su un suo possibile ritorno all’Inter:” Ha una grande occasione al Liverpool e deve sfruttarla”.
Parlando poi di questioni tecniche, in particolare sul tipo di difesa da adottare:” Non è un problema per me, voglio parlare con i giocatori e vedere cosa ne pensano”.
Spende qualche parola infine anche per Vidic, in chiara difficoltà in questo avvio di stagione, e per lo stesso Guarin, messo da parte da Mazzarri:”Vidic credo abbia bisogno di tempo per conoscere il campionato italiano. Guarin è un ottimo giocatore, ha fatto molto bene al Porto e credo possa essere un elemento molto importante per noi”.

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