Mario Balotelli, dall’oratorio di Mompiano al Maracanà

Pubblicato il autore: Giuseppe Buonadonna Segui

Mario Barwuah nasce a Palermo il 12 Agosto 1990, nel quartiere di Borgo Nuovo da due immigrati ghanesi. I primi due anni di vita, vissuti in un comune bresciano, non sono facili per il bambino, che soffre di gravi problemi intestinali. Questa malattia e la grave situazione economica spingono i Barwuah a chiedere aiuto ai servizi sociali, che raccomandano l’affido familiare: nel 1993 Il bambino è affidato dal tribunale dei minori ai Balotelli, una famiglia di Concesio, provincia di Brescia. In un primo momento, ritorna dai genitori ghanesi soltanto nel week-end, poi si trasferisce definitivamente a Brescia, e da questo momento in poi diventa Mario Balotelli.
A 8 anni pratica numerosi sport come nuoto, karatè, judo… Ma solo dopo decide di intraprendere la strada calcistica
Al compimento dei 18 anni, il ragazzo, che ormai non è più bambino, riesce ad ottenere la cittadinanza italiana che desiderava da tempo. “Sono italiano, mi sento italiano, giocherò sempre nella nazionale italiana”.
Inizia a giocare a calcio a 7 anni con il “San Bartolomeo” , con cui però rimane solo per tre mesi a causa delle minacce dei genitori degli altri bambini che non volevano Mario nella squadra. Così si trasferisce nella squadra dell’oratorio della parrocchia di Mompiano e viene aggregato subito ai più grandi.
Si vanno avanti subito i talent-scout di importanti squadre di serie A, ma poi viene scartato per motivi disciplinari. Nel 2001 approda nel Lumezzane, e nel 2006, ancora quindicenne, eseodisce in serie C contro il Padova, diventando il ragazzo più giovane ad esordire in categoria. Nell’estate di quello stesso anno viene chiamato a fare un provino addirittura per il Barcellona, ma non si conclude niente per problemi economici della squadra catalana.
Il 31 Agosto 2006, arriva la consacrazione: Mario Balotelli si trasferisce all’Inter, portando prima gli Allievi, poi la Primavera a vincere il campionato. Il 16 dicembre 2007 esordisce, grazie a Robero Mancini, in serie A contro il Cagliari, subentrando a David Suazo, e solo tre giorni dopo in Coppa Italia, segna i suoi primi due gol contro la Reggina. Segna addirittura altri due gol nei quarti di finale contro la Juventus, e questi 4 gol in coppa lo portano a diventare capocannoniere del torneo insieme a Cruz e Iaquinta.
Da quell’anno in poi Mario Balotelli diventa uno dei giovani più promettenti nel panorama calcistico. Nei seguenti anni diventa protagonista degli scudetti vinti dall’Inter, riuscendo a segnare anche la prima rete in serie A, il 6 Aprile 2008 contro l’Atalanta, e in Champions League, il 4 Novembre contro l’ Anorthosis. Nel corso degli anni all’ Inter viene anche convocato da Pierluigi Casiraghi per giocare nella Nazionale Under 21 Italiana.
L’ultimo anno a Milano, alla corte di Josè Mourinho, vince tutto e fu trasferito, per una cifra introno ai 28 milioni di euro, al Manchester City. Qui ritrova Roberto Mancini, e con lui in 3 anni vince la Premier e segna 30 gol con la maglia del City. E nell’ Agosto del 2010 ottiene la prima convocazione nella nazionale maggiore grazie a Cesare Prandelli.
Nel 2012 fa parte della squadra che giocherà gli Europei in Ucraina. Mario porterà l’Italia al secondo posto, sconfitta solo contro la Spagna, segnando ben tre gol, tra cui due in semifinale contro la Germania.
Il 31 Gennaio 2013, Balotelli ritorna a Milano, questa volta sfonda rossonera per una cifra vicina ai 20 milioni di euro. Anche qui, in un anno e mezzo segna 30 gol, e in una partita contro il Napoli interrompe la sua striscia di rigori consecutivi segnati, che durava da 20 tiri dal dischetto.
Nell’estate 2014 disputa con la nazionale di Prandelli il suo primo mondiale di calcio in Brasile. Nonostante il suo gol all’Inghilterra, l’Italia non va oltre i gironi e viene eliminato.
Dopo la disfatta brasiliana Balotelli, viene messo da parte sia dalla nazionale che dal Milan, così fu acquistato dal Liverpool per 20 milioni di euro.
Al Liverpool non ha la stessa media realizzati a che aveva in passato, ma il nuovo Ct della nazionale italiana, nota il suo cambiamento caratteriale e il suo impegno, così lo convoca dopo mesi lontano dalla maglia azzurra.
Un ragazzo cresciuto come Mario, non può essere un ragazzo come tutti. C’è gente che crede in lui, ormai da anni, e spera che prima o poi farà lui il primo passo per diventare un campione con le potenzialità che lui ha, ma non riesce a dimostrare per via del suo carattere.

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