All we need is Liverpool: la storia di una squadra che ha smesso di sognare

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

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C’era una squadra con la maglia rossa che l’anno scorso incantava il mondo– il Liverpool. Una macchina impressionante per forza e volontà, capace di intimorire qualsiasi avversario e lanciata verso un trionfo che, ad aprile, sembrava scritto. Poi accadde qualcosa di inaspettato, una domenica maledetta di metà primavera, e il suo sogno si infranse. Anfield si risvegliò nella maniera più traumatica, perché il Titolo, ancora una volta, era sfuggito. Ora, sono passati 7 mesi da quei momenti così emotivamente drammatici e, da allora, sulla sponda rossa del fiume Mersey, qualsiasi cosa è andata per il verso sbagliato.

Sappiamo che nel calcio, a fare la differenza, oltre agli schemi, alla forza mentale e agli allenatori, sono, soprattutto, gli uomini che scendono in campo. E, fino a maggio, il Liverpool davanti contava soprattutto sul genio di Luis Suarez e sulle accelerazioni di Daniel Sturridge. La discesa trasversale negli inferi è iniziata quando Brendan Rodgers ha creduto di poter sostituire Suarez con Mario Balotelli ed il fantasma dell’ex tifoso della Kop, Rickie Lambert, troppo coinvolto col cuore da non riuscire a tremare sul terreno che da piccolo lo faceva sognare. Nel frattempo, Sturridge è passato dall’essere un cannoniere di riferimento a presenza fissa dell’infermeria.

Oltre alle scelte sbagliate nella campagna acquisti e alla malasorte, Rodgers non ha fatto i conti con il diverso livello di sforzo richiesto alla squadra quest’anno dalla partecipazione in Champions League (dove le cose vanno malissimo): l’undici che l’anno scorso, in campo volava, adesso appare svuotato anche da un punto di vista fisico. E non sono state nemmeno risolte le preoccupanti amnesie difensive, che ai Reds sono costate 18 goal subiti (3 in più rispetto a quelli realizzati, 15, quando lo scorso campionato, in totale, furono 101) e 6 sconfitte in 12 partite di Premier.

Privata dei suoi uomini migliori, logorata da un calcio estremamente dispendioso, questa squadra ha perso quell’entusiasmo straripante che l’anno scorso ha fatto innamorare migliaia di tifosi, la stessa squadra che ha dimenticato come si fa ad incendiare il tempio di Anfield.

 

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