Panucci attacca Capello: “In Russia vergognoso col suo staff personale”

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

Un ‘amore’ sbocciato anni fa a Milano, proseguito poi a Madrid, Roma e forse finito a Mosca. Quello tra Christian Panucci e Fabio Capello sembrava essere un sodalizio destinato a non spezzarsi mai. Tanta stima reciproca e rispetto, tanto che nell’ultima avventura professionale in Russia Capello aveva addirittura chiamato il suo ex calciatore come assistente tecnico del suo staff personale. Poi il patatrack e galeotta fu proprio la Russia. “Capello – accusa oggi Panucci sulle pagine della Gazzetta dello sport – si è comportato in modo vergognoso con me”. Tutta questione di soldi, di rinnovi promessi e mai avvenuti, di rubli mancanti per pagare il lauto stipendio di Capello e staff personale.

Panucci, 41 anni, ha preferito lasciare la squadra nonostante le rassicurazioni su un imminente rinnovo, voci che si ripetevano da mesi senza essere seguite da fatti concreti. Dopo due anni di lavoro, culminati nella qualificazione al Mondiale brasiliano disputato senza tanta fortuna dalla Russia, i due si sono di fatto separati. “Tornati dal Brasile mi avevano promesso il rinnovo tante volte – rivela Panucci – poi non sono mai passati dalle parole ai fatti. Ho lavorato addirittura senza contratto, ma alla fine ho detto basta. E pensare che per loro avevo rifiutato una panchina”. E sul banco degli imputati ci finisce anche Capello. “Lo ringrazio per l’opportunità che mi ha dato – aggiunge Panucci – ma si è comportato in modo vergognoso con me e con tutto lo staff italiano. Glielo dirò in faccia la prima volta che lo vedrò. Un grande allenatore dovrebbe difendere i suoi uomini e lui non lo ha fatto”.

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Non è la prima volta che Capello e Panucci hanno un diverbio pubblico. Oltre dieci anni fa, il 14 marzo 2004, erano sempre insieme, uno sulla panchina della Roma e uno giocatore di quella squadra. Durante un Reggina-Roma 0-0, con Panucci seduto in panchina tra le riserve, Capello chiese al proprio giocatore di scaldarsi per entrare in campo. Panucci si rifiutò e fu multato dalla società. Di quell’episodio, perso nella memoria, si è parlato poco o niente negli anni successivi. Le due parti si arrivicinarono, fino a ritrovarsi nella fatal Mosca. Teatro della fine dell’idillio.

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