Per il Parma è crisi nera

Pubblicato il autore: Paola Toscani Segui

Parma vs Fiorentina - Serie A Tim 2013/2014I momenti di gloria sembrano un ricordo del passato: Parma, isola felice del calcio, sembra al tramonto. I tifosi: tristi e rassegnati, ripercorrono in flashback i momenti di gloria, tanti, a partire dal 1986 quando la sponsorizzazione del Parmalat apre sentieri nuovi e ricche prospettive. Sacchi e Zeman insegnano calcio moderno, spettacolare e spregiudicato ma è il pragmatismo di Nevio Scala a fertilizzare l’entusiasmo della provincia che scala i quartieri nobili del calcio italiano. Promozione nel 1990 e dopo due stagione Coppa Italia a spese della Juve del Trap con gol di Osio e Melli, eroi della prima fase con Benarrivo, Zoratto, Apolloni, Asprilla e ‘Condor’ Agostini. Alla terza con Melli e Cuoghi vince la Coppa delle Coppe (3-1 all’Anversa). Ecco Dino Baggio, Crippa, Zola e Sensini per la Supercoppa europea a spese del Milan di Capello. Il maggio del 1995 il Parma fa il suo lusinghiero bilancio: terzo posto dopo lunga lotta con la Juve di Lippi che la batte in finale di Coppa Italia ma si arrende nell’epilogo di Coppa Uefa, terzo sigillo europeo, protagonista Dino Baggio. Poi la realtà si fa dura, Tanzi affida la presidenza al figlio, la panchina al giovane Ancelotti, gli investimenti e le esposizioni diventano faraoniche, si creano le premesse per il disastro. Dopo Cannavaro arrivano Thuram, Chiesa e Crespo, dal vivaio esce Buffon e nel 1997 c’è lo scudetto sfumato per due punti con la Juve che vale l’accesso alla Champions. Con Malesani Parma vola in paradiso nel 1999: Coppa Uefa con 3-0 al Marsiglia, Coppa Italia dopo due pari con la Fiorentina, poi Supercoppa Italia sul Milan di Zac. Comincia la diaspora dei campioni, la società scricchiola ma fa in tempo a vincere un ultimo trofeo, una Coppa Italia nel 2002 con Junior e Carmignani in panchina. Una squadra ringiovanita passa a Prandelli che si trova a gestire la crisi derivata dal crac Parmalat, l’arresto di Tanzi, l’amministrazione controllata. Il Parma fc mantiene i diritti sportivi del Parma Ac, sfilano giocatori come Mutu, Adriano, Morfeo, Gilardino poi nel 2005 c’è la salvezza dopo lo spareggio col Bologna. Nel 2006 subentra Ghirardi, che l’anno dopo si affida a Cuper la cui gestione conduce alla retrocessione dopo 18 anni. Il Parma riparte dalla B e Guidolin ottiene la promozione, negli anni arrivano Giovinco, Amauri, Candreva, Pellè, Biabiany ma è solo a metà 2011-12 che con Donadoni il Parma riprende quota: sette vittorie consecutive e ottavo posto il primo anno, decimo posto in secondo, 17 risultati utili consecutivi il terzo con 12 gol e sette assist di Cassano. Donadoni fa miracoli con una società sempre in difficoltà, tanto che per i mancati pagamenti Irpef perde l’Europa League conquistata sul campo. È l’inizio della fine, neanche l’ex ct riesce a fermare la crisi che porta il Parma all’ultimo posto con tanti debiti e zero prospettive. Ma il tecnico non si vuole arrendere: se gliene daranno il tempo proverà a risalire la china per evitare al Parma l’onta di una nuova retrocessione, che al momento appare quasi inevitabile.

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