Premier League: derby al City ma qualcosa, allo United, sta cambiando

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

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Blue moon, you saw me standing alone without a dream in my heart, without a love on my own..” La cantano in 60 mila, è “Blue Moon”, poco prima che Manchester possa fermarsi, poco prima che Manchester le metta ancora l’una di fronte all’altra: da una parte i Citizens, feriti nell’orgoglio e con un Chelsea che rischia di scappare, dall’altra i Red Devils, tremendamente indietro in classifica e con troppi interrogativi da risolvere. L’atmosfera è quella da sogno, le facce sono quelle da guerra, è tutto pronto per City-United.

Il derby è quella partita che può farti dimenticare le paure, quella partita che può cambiare la tua stagione. Lo sa Van Gaal, lo sanno i suoi giocatori, concentrati e carichi come non lo erano mai stati in questi 3 mesi. Si comincia e lo United parte forte, il City è in evidente difficoltà, ma basta una scintilla per cambiare le cose, un’occasione che smuove i padroni di casa, fermati solo dall’esplosività di De Gea. Si corre sul campo e si soffre sugli spalti, finché un pessimo intervento di Smalling viene punito col rosso. Si va all’intervallo, è 0-0 ma lo United è in dieci ed il City pronto a caricare a testa bassa. Eppure gli uomini in rosso reggono, concedendo un solo centimetro ma all’uomo sbagliato, Sergio Aguero, e chi se no, lui che con i Red Devils sembra avere un conto aperto: 1-0 City ed il più sembra fatto.

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Ma chi si aspetta un crollo dello United va completamente fuori strada, perché i Red Devils stringono i denti e reagiscono, guidati dal miglior Rooney degli ultimi 3 anni. Il City, nonostante il vantaggio e l’uomo in più, è messo alle strette, e non riesce a chiudere il match in ripartenza. Il finale è di quelli forti, con gli uomini di Van Gaal ad un passo dal clamoroso 1-1. I 60 mila dell’Etihad trattengono il respiro, c’è da tremare fino al 95esimo, finché arriva il fischio finale. E allora può partire la festa, sullo sfondo le note di “Hey Jude”, il City ha vinto ed è ancora vivo. A lasciare il campo per ultimo c’è però lui, Louis Van Gaal, che ha perso, sì, ma forse ha trovato finalmente il suo Manchester United.

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