Samp, Okaka: “Penalizzato dal colore della pelle”

Pubblicato il autore: TonyR Segui

Okaka

Stefano Okaka, attaccante della Sampdoria e della nazionale italiana, si confessa in un’intervista alla Gazzetta Dello Sport, rilasciando parole forti al quotidiano sportivo: “Se fossi stato bianco, sarei più considerato di quello che sono. Un nero deve sempre dare qualcosa di più“.

L’attaccante dei blucerchiati, idolo del presidente “Er Viperetta” Ferrero, vanta un inizio di stagione ad altissimi livelli, tanto da valergli la convocazione del Ct Antonio Conte. “Mi sento totalmente italiano. A maggio e poi venti giorni prima della chiamata di Conte, ho rifiutato la proposta di giocare per la Nigeria. Non lo sentivo naturale, anche se un giorno vorrei andare a visitare Lagos, dove sono nati i miei genitori.” Un giusto premio, arrivato dopo anni di sacrifici, messi ormai alle spalle, dopo un periodo non facile trascorso tra Roma, Parma, ed Inghilterra. Anche grazie all’aiuto del genio di Bari vecchia, Antonio Cassano: Donadoni mi faceva allenare da solo. Cassano l’unico a credere in me e a proteggermi”. E in effetti, non ha avuto tutti i torti Cassano, dato che Okaka, alla prima uscita con la maglia azzurra, ha esordito, proprio allo stadio Marassi di Genova, con un gol, tra l’altro decisivo per la vittoria finale degli azzurri, nell’amichevole contro l’Albania.

E per concludere, un auto-riflessione sull’Okaka atleta: “Fuori sono un bonaccione, ma sul terreno di gioco mi trasformo. Per 90 minuti odio tutti i miei avversari allo stesso modo anche se non ci litigo, non sono il tipo. Con gli arbitri, è un’altra cosa: ci discuto in continuazione, li contesto. Lo ammetto: io Okaka non lo vorrei mai arbitrare.” Insomma, un carattere forte, deciso…meglio da incontrare fuori dal campo.

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