Wayne Rooney, il ritorno

Pubblicato il autore: Daniele Scalese Segui

Wayne-Rooney-Man-United

Ogni squadra ha bisogno di un uomo guida, un totem a cui aggrapparsi soprattutto nei momenti difficili. Ed a Manchester, sponda United, sanno di cosa stiamo parlando. Ancora sotto shock dopo un’annata fallimentare, i Red Devils, a giugno, hanno cercato di risollevarsi puntando sugli investimenti (160 milioni di sterline spesi sul mercato) e sulle idee di Louis Van Gaal. Eppure, soprattutto dopo il derby perso con onore contro il City, ad Old Trafford avvertono la possibilità di affidarsi ad un uomo che quello spogliatoio lo vive da anni, Wayne Rooney.

Per qualche anno, l’ex wonder boy è stato considerato uno dei tre migliori giocatori del pianeta, il personaggio in grado di spingere il Manchester United di Ferguson sulle vette d’Inghilterra e d’Europa. Poi il calo, condizionato anche dai numerosi fastidi muscolari. Quest’anno, però, la sensazione è che si possa rivedere il Rooney dei tempi d’oro, un Rooney responsabilizzato da una fascia di capitano in grado di ridestarlo dopo un torpore prolungato.

Nei suoi occhi si intravede l’antico fuoco di un tempo, mentre i muscoli delle gambe tornano ad essere esplosivi come una volta. Wayne Rooney, galvanizzato anche dai record con la Nazionale (con la quale ha tagliato il traguardo delle 101 presenze, diventando il nono giocatore più utilizzato nella storia dell’Inghilterra), vuole riprendersi sulle spalle squadra e città: sabato, per il capitano del Manchester United, c’è l’Arsenal, e siamo sicuri che Arsène Wenger, le prossime notti, non dormirà sonni tranquilli.

 

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