Zola: “Rifondare il calcio italiano sul modello tedesco”

Pubblicato il autore: Davide Grassi Segui

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“I tedeschi hanno rimesso in discussione tutto, dalle metodologie di allenamento al modo di vedere il calcio, di affrontare le partite. Questo è il momento per poterlo fare e bisogna affidare questo compito a persone di calcio, che hanno esperienza di calcio e che verrebbero fuori con soluzioni adatte al momento. E darei molto più spazio ai nostri giovani italiani, anche se magari non sono pronti ma che hanno potenzialità e vanno messi nelle condizioni di poter crescere. Bisogna lavorare per il futuro, lavorare solo per il risultato di oggi può non essere un vantaggio”.

È questa la “ricetta” per guarire il calcio italiano di Gianfranco Zola, il fuoriclasse di Chelsea e Parma, che ne ha parlato ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. Secondo “Trick Box”, la “scatola dei trucchi”, come era soprannominato dai tifosi dei blues per le sue magie in campo bisogna ripartire quindi dal “modello tedesco”, che in pochi anni ha riportato il calcio teutonico sulla cima del mondo.

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Zola, che dopo aver allenato il Watford ora è senza panchina, ha parlato anche del suo futuro: “Allenare in Italia? Non lo escludo, non si sa mai. Sono senza squadra al momento, se c’è l’opportunità valuteremo la situazione”. E per l’attuale allenatore del Cagliari, la squadra della sua terra, ha speso belle parole: “Ho sempre detto che Zeman è uno dei miei punti di riferimento. Il Cagliari è una squadra che gioca benissimo, non sta raccogliendo quanto sta seminando ma gli va data fiducia, ha giovani che migliorano sempre di più. Posso solo parlare bene di Zeman, è un allenatore che al di là dei risultati migliora i giocatori.

Zola, che è sempre stato un esempio di correttezza e serietà sia in campo sia fuori, ha parlato anche di Balotelli, un giocatore che caratterialmente sempre agli antipodi rispetto a lui. E ha analizzata la convocazione di Supermario da parte di Conte: “E’ sempre difficile entrare nel merito di decisioni del genere. Mario, in questo momento, non sta attraversando il suo momento migliore, dovuto anche al fatto che il Liverpool sta vivendo un periodo complicato e questo non lo sta aiutando, ma troverà’ il suo valore al Liverpool e potrà tornare a essere un giocatore importante e utile per la Nazionale”.

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“Dipende da lui – ha continuato Zola – Ha le capacità per essere un giocatore importante, sia in Premier che in Italia. Ha fisicità, capacità tecniche e sa giocare a calcio. Per lui vale lo stesso discorso che si è fatto molte volte con Cassano: è un grandissimo giocatore, con grandissime qualità, ma deve imparare a gestire meglio le sue capacità in tutti i momenti. Durante una carriera ci sono momenti di difficoltà e saper reagire fa la differenza”.

Poi lascia intuire che la convocazione è arrivata anche per l’attuale carenza di talenti: “Negli anni Ottanta, Novanta, nei primi Duemila, producevamo giocatori di grandissima qualità: i vari Mancini, Totti, Signori, Baggio. Adesso non riusciamo a produrre la stessa quantità di giocatori di qualità di una volta”. E quelli bravi, all’estero, faticano. “Altrove il livello di gioco è più alto rispetto al nostro. Immobile, Cerci, Balotelli sono italiani di valore, ma si devono adattare a un livello di gioco superiore, la cruda realtà è questa. Non sono preparati per quel livello di gioco: diventeranno più bravi, ma fra qualche tempo”.

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