Ancelotti: “Contro la violenza il modello è l’Inghilterra”

Pubblicato il autore: Davide Grassi Segui

Carlo_Ancelotti_in_Russia

“È un giorno molto triste. Mi era già capitato in Italia e ora in Spagna. È giusto condannare, ma bisogna fare qualcosa contro la violenza nel calcio”. Così Carlo Ancelotti ha parlato dopo la tragedia di Madrid, in cui è morto per arresto cardiaco un tifoso galiziano durante gli scontri prima di Atletico Madrid-Deportivo La Coruna.

“Chi lavora nel calcio spera sempre che cose del genere non accadano – ha proseguito Ancelotti –  È  importante condannare la violenza ed è chiaro che tutto il mondo del calcio deve lavorare per far sì che non accada più in futuro. In Inghilterra, per esempio, si è fatto molto e bene per eliminare questa piaga. Avevano gli hooligans, poi hanno fatto un lavoro incredibile e hanno risolto il problema”, aggiunge il tecnico ricordando la sua esperienza in Premier League con il Chelsea. “Lì non c’è violenza, non c’è polizia intorno agli stadi e non ti insultano. I tifosi non si scontrano e i bambini vanno allo stadio. In Inghilterra non ho mai ricevuto un insulto, qui un paio di settimane fa un uomo dietro la panchina mi ha insultato per tutta la partita. È un problema di cultura. Parlo da italiano con una cultura latina come quella spagnola, possiamo migliorare molto”.

“Al Real Madrid ho un’esperienza diretta e posso dire che ha lavorato molto su questo. Il Real è un buon esempio e anche il Barcellona ha fatto lo stesso in passato. Tutti i club – ha concluso Ancelotti – possono fare qualcosa. Anche in Francia stanno facendo molto bene. I gruppi di estremisti devono essere cancellati. I tifosi devono essere semplici tifosi, non degli estremisti”.

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