Champions League, le italiane: un’altra botta al ranking

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Si conclude la fase a gironi della Champions: tempo di bilanci per il calcio italiano, e purtroppo ancora una volta i conti non tornano. Dopo la defezione del Napoli, neanche qualificato e retrocesso in Europa League dopo il playoff in agosto perso con l’Athletic Bilbao, l’inverno “regala” un altro smacco ai nostri colori che, se da un lato può servire a consegnare una rivale forse più attrezzata per arrivare fino in fondo in quella che le nostre squadre hanno sempre considerato snobisticamente una coppetta (nonostante faccia perdere o guadagnare punti decisivi per il ranking Uefa che assegna il numero di squadre iscritte alla massima competizione europea), dall’altro lato infligge un altro duro colpo alla reputazione del nostro campionato che, e questo si sapeva già, non é più quello più bello al mondo. La Roma perde col City e in virtù del terzo posto nel girone dovrà ripartire da quella che una volta si chiamava Coppa Uefa e i nostri club trattavano alla stregua della Champions: sono passati vent’anni ma sembra un’era geologica vedendo quanto é peggiorato il rendimento delle squadre italiane nelle due coppe almeno dal 2003 ad oggi, da quando cioé Milan e Juventus disputarono all’Old Trafford la prima finale tutta italiana della coppa con le grandi orecchie. Come un anno fa, rimane solo una squadra a difendere i nostri colori (allora era il Milan, quest’anno neanche iscritto ad una competizione europea): la Juve di Massimiliano Allegri, curiosamente l’allenatore che l’anno scorso ha regalato ai rossoneri la qualificazione agli ottavi prima di essere congedato e di sedersi sulla panchina bianconera migliorando la performance della squadra di Conte che invece mancò l’appuntamento, buttata fuori dal Galatasaray. L’ultima squadra ad arrivare ai quarti fu invece proprio la Juve dell’attuale ct della Nazionale nella stagione 2012/ 2013, eliminata dal Bayern futuro campione d’Europa con un doppio 2-0: il rischio che quello rimanga un exploit estemporaneo é quantomai concreto.
Dieci punti il bottino dei bianconeri nelle sei partite rispetto ai sei di un anno prima, anche se a onor del vero gli avversari sulla carta erano molto più abbordabili (Real e Galatasaray hanno qualcosa in più di Atletico e Olympiakos); un punto su sei a disposizione nelle due gare più complicate, quelle coi Colchoneros vice- campioni d’Europa, senza segnare neanche un gol (0-1, 0-0): se vogliamo, questo é il dato che semplifica ancora di più come permanga una certa distanza tra il club campione d’Italia al confronto con le big del calcio europeo. Non é tutto oro quel che luccica dunque, anche perché il sorteggio (Monaco a parte) nasconde ben più di un’insidia, che si può presentare sotto forma di Real Madrid, Bayern, Chelsea e Barcellona, oltre ai più “umani” Borussia Dortmund e Porto. Mentre la Roma di Rudi Garcia, che in Champions rientrava dalla porta principale dopo tre stagioni di assenza, non riesce a far fruttare una buona partenza nel girone riconosciuto all’unanimità come il più complicato di tutti: quattro punti nelle prime due partite (la cinquina al Cska all’Olimpico, il pari col City in terra d’Albione), solo uno nelle restanti quattro con in mezzo le due sconfitte col Bayern Monaco. Tremenda soprattutto quella in casa: l’1-7 subito per mano dei tedeschi ha di fatto segnato un punto di svolta nel cammino europeo dei giallorossi, che fino ad allora riuscivano ad esprimersi con continuità a testa alta sia in ambito nazionale sia una volta usciti dai propri confini; la batosta ha lasciato delle scorie, soprattutto psicologiche, nella testa dei vice- campioni d’Italia che non sono più riusciti a ritrovarsi finendo per perdere delle sicurezze maturate in un anno di lavoro. La riprova nel secondo tempo della gara di Mosca contro l’avversario in teoria più debole, il Cska triturato all’andata: in vantaggio 1-0, la Roma ha preferito speculare ed é finita per rinculare nella propria area di rigore e subire il pareggio beffa nei secondi finali; pareggio che ha portato al rendez- vous decisivo di ieri col City, perso anche per sfortuna ma senza mai dare l’impressione di poter vincere contro una squadra più esperta e con uomini in grado di trovare la giocata vincente, come infatti é stato (su tutti, Samir Nasri, autore di un gol e di un assist nel 2-0 finale).
L’urna di Nyon lunedì consegnerà dunque il destino dell’unica superstite italiana: alla Juve il compito di smentire i pronostici che la vedono ancora indietro dall’élite…1368558-29365121-2560-1440

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