Champions League, Roma: il City e il sogno scudetto

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Roma vs. Aris Salonicco - Amichevole pre campionato 2012 2013

Sospesa tra sogno e realtà: questa é la condizione della Roma di Rudi Garcia, unica antagonista alla Juve nella corsa al titolo, divisa da quei tre punti e quello scontro diretto allo Juventus Stadium, perso tra mille recriminazioni che ancora fanno gridare i romanisti (tra cui lo stesso tecnico giallorosso), che per il momento segna la differenza vera tra le due squadre, visto il solco che le separa dal resto della concorrenza che non ha saputo tenere il loro passo. L’impegno di mercoledì col City darà risposte importanti anche in ottica campionato: una prematura uscita dalla massima competizione europea, certo in caso di sconfitta e possibile se venisse fuori un pareggio con molte reti, potrebbe dare avere contraccolpi devastanti sul piano psicologico per un gruppo partito con tante aspettative data la caratura tecnica della rosa e che, cammin facendo, dopo un ottimo inizio, ha iniziato a pagare il peso del doppio impegno settimanale cui l’anno scorso non era abituata e la pressione della vittoria ad ogni costo. La Roma di oggi, rispetto a quella di inizio stagione, anche se vince gioca meno bene (anche per una questione dettata da tante assenze che si sono concentrate soprattutto nel reparto difensivo) e soprattutto sembra soffrire ancora di un complesso d’inferiorità nei confronti di compagini che dal punto di vista tecnico non le sono inferiori: detto della sconfitta nella tana dei bianconeri, non é un caso che gli altri stop sono arrivati a Napoli (netto 2-0 dopo una partita totalmente dominata dai partenopei) e nella doppia sfida col Bayern; soprattutto l’1-7 incassato all’Olimpico ha segnato un prima e un dopo nella stagione della squadra di Garcia.
Fino a quel fatidico 21 ottobre, i giallorossi esprimevano un gran calcio, che li avevano portati a vincere sempre in campionato (tranne in casa della Juve, al termine di una partita comunque giocata alla pari e persa soltanto allo scadere con una prodezza di Leonardo Bonucci) e ad iniziare bene il girone di Champions arrivando a spaventare il City a casa propria. La batosta coi bavaresi é come se avesse incrinato delle certezze: da allora se in campionato le cose sono rimaste uguali (tre punti di distacco dai campioni d’Italia c’erano e tre punti sono rimasti) e comunque rimangono ancora ben venticinque partite da giocare, in Champions invece é arrivato un solo punto in due trasferte; se perdere di nuovo col Bayern ci può stare (nonostante una tattica a dir poco rinunciataria decisa da Garcia, che in 90′ ha rinnegato la sua filosofia di gioco orientata all’attacco, impressa ai suoi in un anno), pareggiare a Mosca contro la squadra più debole del girone ovviamente no. Sono quei due punti persi nel recupero della sfida col Cska che obbligano la Roma a giocare senza calcoli alcuni contro il City di Pellegrini: vincere e basta, per dare un senso alla stagione. Per non perdere il carico di autostima con il quale la stagione era cominciata e non dover fare i conti con una realtà che la vede (quasi) sempre come eterna seconda…

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