De Rossi intercettato nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale”

Pubblicato il autore: Maurizio de Strobel Segui

de rossi

De Rossi e Giovanni De Carlo: nell’inchiesta romana “Mafia Capitale” è saltata fuori un’intercettazione tra il calciatore della Roma e il personaggio di spicco coinvolto nell’indagine, consegnatosi due giorni fa ai Carabinieri del ros. Dopo una lite in discoteca, De Rossi chiama De Carlo e gli dice: “Avevo pensato che quello aveva chiamato qualche coattone… ho detto famme sentì Giovanni”. Un’altra intercettazione risale alle 2.56 del 30 settembre 2013. De Carlo, dopo che De Rossi ha provato a chiamarlo, lo richiamava a sua volta “chiedendogli di cosa avesse bisogno”. E De Rossi gli dice di averlo contattato perché “assieme al compagno di squadra Mehdi Benatia, aveva avuto poco prima una discussione in un locale e temendo conseguenze aveva pensato a De Carlo” (il virgolettato è preso dalle carte dell’inchiesta). L’informativa mostra che De Carlo, “dando prova di grande confidenza, gli confermava di poter contare sempre sul suo aiuto: ‘Chiamame sempre… bravo! Hai fatto bene Danié, amico mio…'”. In difesa di De Rossi è intervenuto il Direttore Generale della Roma, Mauro Baldissoni, che a Roma Radio ha dichiarato: “Non montiamo casi. L’indagine in sé è molto seria, bisogna fare attenzione. Mi auguro non si strumentalizzi la posizione di nessuno. Non ci sono rilievi penali. Alcuni giocatori stavano festeggiando una vittoria in un locale, a quanto pare un tifoso per eccesso d’entusiasmo era diventato un po’ molesto e aveva aspettato Benatia, all’uscita, con atteggiamento minaccioso. De Carlo era all’interno del locale, è solo per questo che De Rossi l’ha chiamato. Lo spiegherà Daniele stesso già da domani. In questi giorni è un po’ sfortunato. Quando cerca di aiutare i compagni, rischia poi di trovarsi coinvolto in situazioni spiacevoli”.

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