Henry pensa al ritiro, coi NY Red Bulls termina una carriera da record

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

Non c’é ancora la certezza, ma New York Red Bulls-New England Revolution, semifinale di ritorno dei playoff Mls, potrebbe essere stata l’ultima partita in carriera di Thierry Henry. Il 37enne francese é stato protagonista della partita con un delizioso assist per l’australiano Tim Cahill in occasione dell’1-0 dei padroni di casa, ma la gara é poi finita 2-2, un risultato non sufficiente dopo il 2-1 in favore di New England all’andata. La squadra della Grande Mela é stata eliminata proprio ad un passo dalla finale contro i Los Angeles Galaxy di Landon Donovan e Robbie Keane, che nella notte hanno superato i Seattle Sounders di Clint Dempsey e Obafemi Martins.

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Negli ultimi mesi si sono rincorsi i rumors sull’ex capitano dell’Arsenal, che secondo alcuni potrebbe anche tornare in Europa a gennaio per il canto del cigno in qualche club, magari in Francia. Ma i rumors sono rimasti tali, l’unica certezza al momento é che Henry non rinnoverà con i Red Bulls per i quali ha giocato 4 anni senza mai riuscire a vincere il titolo Mls. Henry é cresciuto nel Monaco, dove ha giocato per cinque stagioni dal 1994 al 1999. Poi l’infelice parentesi alla Juventus, condita da sei mesi di incomprensioni con Carlo Ancelotti, che oggi riconosce nel francese “il più grande errore della mia carriera di tecnico”. La stagione successiva l’approdo ad Highbury, dove rimarrà otto stagioni diventando prima capitano dopo l’addio di Tony Adams e infine miglior marcatore nella storia dell’Arsenal (226 gol in 369 partite) superando una leggenda come Ian Wright. Poi tre stagioni di successi planetari al Barcellona e lo sbarco negli Usa, con un brevissimo ritorno nell’inverno del 2012 all’Arsenal durante la pausa della Mls.

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Fortunatissima anche la carriera in nazionale, dove ha disputato 123 incontri dal 1997 al 2010, segnando 51 reti e diventando il miglior marcatore nella storia dei galletti, prima di Platini (41), Trezeguet (34), Zidane (31), Fontaine e Papin (30), Djorkaeff (28), Wiltord (26). I numeri in effetti fotografano una carriera da leggenda: ha vinto una coppa del mondo, un europeo e una Confederations Cup con la Francia; col Barcellona ha timbrato la tripletta Champions League, supercoppa europea, mondiale per club nel 2009; poi ci sono 5 campionati nazionali (uno in Francia, due in Inghilterra, due in Spagna), 4 coppe nazionali (3 FA Cup e una Copa del Rey), 4 supercoppe nazionali (una col Monaco, due con l’Arsenal, una con il Barcellona). A livello individuale ha vinto la Scarpa d’oro nel 2005 e nel 2006.

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Nei suoi sogni, ora, c’é proprio quello di allenare un giorno il suo vecchio amore, l’Arsenal, e vincere coi gunners quella Champions League sfuggita da giocatore al Parco dei Principi nel 2006 in finale contro il Barcellona, sua futura squadra.

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