Inter, A.A.A cercasi il vero Palacio: tornerà?

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

10 maggio 2014: questa é la data dell’ultimo gol di Rodrigo Palacio in maglia nerazzurra. L’occasione: Inter- Lazio 4-1, tre punti utili per dare all’Inter la certezza matematica della qualificazione all’Europa League di quest’anno. Sette mesi e un giorno: tanto é passato dall’ultima volta, ma sembra un’eternità a giudicare dal rendimento del bomber che in due stagioni e mezza ha segnato la bellezza di 41 reti in 93 partite. In quella gara l’attaccante argentino rimediò un cartellino giallo che, da diffidato qual era, gli fece saltare l’ultima partita di campionato, ininfluente allora, la settimana successiva al Bentegodi di Verona (Chievo- Inter 2-1): tutt’altro che ininfluente sarà invece il ritorno della squadra di Mancini nel feudo clivense lunedì nel posticipo della quindicesima giornata, per quello che incredibilmente é, classifica alla mano, uno scontro salvezza dopo le recenti performance delle due compagini, divise da uno scarto di soli quattro punti. Nerazzurri in caduta libera dopo il cambio in panchina, veronesi invece in ripresa con l’avvicendamento di Maran al posto di Corini: tanto basta per dare al match di Verona quel pepe di cui ha bisogno per renderlo appetibile. Ed é chiaro che per schiodarsi da una posizione di classifica che non le compete per il valore della rosa, l’Inter ha bisogno del suo centravanti principe che però stenta a ritrovarsi dopo quel 10 maggio. Nel mezzo la delusione Mondiale con il gol sbagliato nei supplementari contro la Germania nella finale, persa, del Maracanà, l’infortunio alla caviglia, una preparazione estiva cominciata in salita per via di quel problema, la difficoltà ad entrare in condizione dopo le fatiche estive che ne hanno rallentato la preparazione: vicissittudini che hanno trasformato l’attaccante argentino nella controfigura di se stesso, con la beffa dell'”assist” a Thereau nella partita precedente, persa con l’Udinese, che ne ha certificato il momento no.
La storia del calcio é piena di attaccanti che a un certo punto della loro carriera hanno faticato a trovare il gol salvo poi sbloccarsi e riprendere a segnare con continuità, per cui siamo certi che Palacio prima o poi tornerà a farlo perché é nato per quello: casomai il dubbio legittimo che si pongono i tifosi nerazzurri é se il Trenza abbia imboccato o meno la sua parabola discendente, alla non più giovane età di 33 anni e con un contratto in scadenza nel 2016, da poco rinnovato; il sospetto é che stia ripercorrendo gli ultimi mesi di un altro amatissimo bomber nerazzurro, quel Diego Milito, che tante gioie ha regalato agli interisti, ma che dopo la rottura al crociato non é stato più lui (solo due reti, tutte in una sola partita, nella sua ultima stagione, la scorsa). In questo caso non c’é un infortunio grave come quello di mezzo e Rodrigo di anni rispetto al Principe ne ha due in meno: per cui da questo punto di vista i tifosi possono stare tranquilli. Certo é che, anche nei movimenti, sembra molto più lento e meno fluido nonostante partecipi molto alla manovra svariando su tutto il fronte d’attacco e girando come suo solito intorno all’ariete Icardi (poi, si sa che, dicendo a un attaccante che é molto generoso, non gli si fa mai un grande complimento: il suo compito rimane quello di segnare). A Palacio spetta una missione ardua: convincere gli scettici che per lui il viale del tramonto può attendere, ripartendo da quel Chievo- Inter saltato l’ultima volta…FBL-SERIE A-INTER MILAN-AC MILAN

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