Inter, il ritorno di Strama sulla via del rilancio

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Non sarà una serata qualunque per Andrea Stramaccioni quella di domenica: la sua Udinese, che ritornerà a San Siro dopo l’opaca prova contro il Milan, dovrà rifarsi della pessima esibizione coi rossoneri e testare le ambizioni dell’Inter di Mancini, anch’essa reduce da una sconfitta, contro la Roma all’Olimpico. Sarà anche la prima volta per Strama da avversario contro quella squadra che l’ha prima sedotto, coccolato ed infine abbandonato: la voglia di rivincita del tecnico romano, che più volte non ha esitato a ringraziare comunque Moratti che lo volle e difese più di tutti, é tanta (anche se non lo ammetterà mai pubblicamente) per dimostrare che quello all’Inter é stato soltanto un passaggio a vuoto, figlio di una gavetta ancora da fare dopo una brillante carriera da giocatore stroncata subito da un grave infortunio ed un esordio da allenatore delle giovanili con il quale si é fatto conoscere al grande pubblico. Inter- Udinese non sarà soltanto una gara da tre punti come tante in campionato, é anche la sfida che ha segnato il passato recente delle due squadre: basta riavvolgere il nastro e tornare indietro alla sera del 19 maggio 2013, ultima di campionato della stagione 2012/ 2013.
Partita che per i nerazzurri conta soltanto per l’onore e nulla più dopo un’annata partita sotto i migliori auspici e andata scemando anche a causa di una caterva di infortuni che, specie nel reparto d’attacco, hanno privato nella seconda parte di tutti i titolari, annata che fino a novembre aveva prodotto un inseguimento alla Juve scudettata con l’apice della vittoria allo Juventus Stadium (il punto più alto dell’Inter di Stramaccioni, arrivata ad un solo punto dalla vetta dopo quel successo datato 3 novembre che aveva inoltre interrotto la lunga imbattibilità dei bianconeri in campionato). In palio per i padroni di casa solo l’onta dei preliminari di Coppa Italia in agosto, inevitabili in caso di nono posto finale, occupato alla vigilia del match. Di contro, i friulani allenati da Guidolin si giocano l’accesso ai playoff di Europa League, matematici in caso di vittoria a San Siro. In campo non c’é storia: dopo 40″ l’Udinese é già in gol con Pinzi, al 10′ Domizzi raddoppia, Juan Jesus riapre i giochi ma prima della fine del tempo Di Natale con un capolavoro balistico fa 3-1; nella ripresa Gabriel Silva e Muriel arrotondano il risultato (in mezzo la rete di Rocchi per l’Inter). Finisce 5-2 per gli ospiti che infliggono l’ennesima umiliazione stagionale ad un’Inter che si vede costretta a ripartire da zero visti i numeri impietosi che condannano Strama: 16 sconfitte in campionato, nono posto (peggior piazzamento nell’era morattiana) con più gol subiti che fatti (57- 55). L’esonero é inevitabile: Moratti chiama Mazzarri, nel frattempo avviene il cambio di proprietà e il tecnico toscano conduce in porto un’altra annata complicata conclusa comunque con il ritorno in Europa League grazie al quinto posto ottenuto.
E l’Udinese che, vincendo quella partita, ha contribuito all’esonero di Stramaccioni? Intanto la delusione nell’agosto di quell’anno con il terzo playoff consecutivo perso dopo i due di Champions League nelle due stagioni precedenti, che qualche strascico ha lasciato sulla decisione di Guidolin di mollare la panchina bianconera (decisione lasciata filtrare a caldo dopo quella sfida e poi procrastinata al termine del campionato), poi un anonimo tredicesimo posto e la sensazione di un ciclo terminato dopo quattro stagioni di grandi soddisfazioni. Il tecnico di Castelfranco Veneto si dimette e diventa supervisore tecnico dei friulani: in panchina viene chiamato proprio Strama che ha così l’occasione di rilanciarsi nel calcio dei grandi dopo qualche le buone premesse iniziali. Non avremo mai la riprova ma se quella partita fosse finita in modo diverso, favorevole ai nerazzurri, Stramaccioni avrebbe probabilmente avuto una nuova chance da allenatore dell’Inter e dare continuità al lavoro fatto : da non sottovalutare poi il fatto che fu Moratti a sceglierlo, conquistato dal percorso del tecnico con la Primavera vincitrice della Next Gen Series nel 2012, il giorno prima di essere scelto come traghettatore sulla panchina della prima squadra per quell’annata guadagnandosi la riconferma con un contratto su base triennale, e a sostenerlo in più occasioni anche quando le cose andavano male con una pazienza illimitata che ad altri allenatori non é stata mai concessa. Viceversa, l’Udinese, senza Europa, avrebbe accelerato quel ricambio inevitabile, dopo estati di cessioni importanti che però non avevano limitato la crescita della squadra, tanto da far parlare di un vero e proprio miracolo in provincia. Sliding doors, porte girevoli, si dice: domenica sera sapremo chi avrà avuto ragione…

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