Inter, la rinascita passa dal successo del Bentegodi?

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Arriva Roberto Mancini e la sua Inter la prima vittoria in campionato, dopo un pareggio e due sconfitte: a scanso di equivoci, il 2-0 al Bentegodi rifilato al Chievo di Maran ci sta tutto; un gol per tempo, di Kovacic prima e Ranocchia poi, e segnali incoraggianti dal punto di vista del gioco anche se si aspettano conferme contro avversari di ben altro calibro rispetto ai clivensi. In tal senso, la partita di domenica a San Siro contro la Lazio, avanti di sei punti, sarà già un banco di prova importante per verificare le ambizioni dei nerazzurri sul tipo di campionato che dovranno affrontare e sugli eventuali correttivi da apporre nel mercato di riparazione invernale: anche ieri luci e ombre nonostante il risultato netto nelle proporzioni che a prima vista può ingannare. Se é vero che per larghi tratti della partita la squadra di Mancini ha dimostrato di essere superiore (fattore peraltro mai in discussione), conducendo le operazioni e creando buone trame di gioco con una certa pericolosità, a onor del vero va affermato che sullo 0-0 e una volta passati in vantaggio i veronesi hanno avuto la palla gol utile per sbloccare prima la gara e rimetterla in sesto poi; solo un super Handanovic ha impedito che il colpo di testa di Paloschi da due passi e la rovesciata di Meggiorini entrassero. Senza contare la pressione e l’intensità mostrata dal Chievo a cavallo tra i due tempi che han fatto sì che l’Inter non riuscisse a uscire dalla propria metà campo: insomma, ancora molte incertezze soprattutto nella fase difensiva con troppi palloni persi che hanno innescato un paio di ripartenze dei padroni di casa (una conclusa con un tiro di Paloschi finito di poco a lato), che contro squadre almeno allo stesso livello avrebbero potuto essere letali (vietato sbagliare contro i biancocelesti di Pioli che proprio nelle transizioni veloci hanno la loro arma migliore). Veniamo però ai segnali positivi che pure ci sono stati.

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Intanto s’iniziano a intravedere i dettami del nuovo tecnico, seppure solamente a tratti: pressing, difesa alta e mentalità offensiva. Come settimana scorsa contro l’Udinese, l’Inter é entrata in campo con la volontà di fare la partita, rischiando anche più del lecito, e riuscendo poi ad amministrare come purtroppo non é riuscito a fare con i friulani, anche per un calo fisico parso incomprensibile vista la mancanza di impegni infrasettimanali. Stavolta invece i nerazzurri mostrano una continuità maggiore sia a livello di espressione del gioco sia di concentrazione: tutti si sacrificano e mostrano di voler lottare, e in questo il Mancio ha già lasciato il segno. Sebbene le indicazioni maggiori si possano trarre per 60-70′ (dopo l’espulsione di Botta per i clivensi, non c’é stata più partita), e come detto va fatta la tara ad un avversario modesto ma comunque rognoso che veniva da cinque risultati utili consecutivi, si può dire che una prima vittoria é già stata ottenuta, oltre a quella sul campo. Se questo basterà per garantire un campionato di vertice, com’era nelle aspettative stagionali, con un piazzamento in Europa, solo il tempo lo potrà dire: e come afferma un famoso proverbio, il tempo é galantuomo…

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Soccer; Serie A; Chievo-Inter

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