Inter, ma con il cambio Mazzarri-Mancini sei davvero migliorata?

Pubblicato il autore: Stefano Blois Segui

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Cinque partite sono ovviamente poche per trarre i primi giudizi, ma di certo il ritorno dell’Inter di Roberto Mancini non è iniziato nel migliore dei modi.

Arrivato come il salvatore della patria secondo molti, soprattutto tifosi nerazzurri, che indicavano Mazzarri come il responsabile principale dei risultati balbettanti della squadra, fin qui il tecnico marchigiano ha raccolto solo 5 punti in altrettante uscite di campionato.

Un dato che di per sè ha significati relativi, considerando il breve lasso di tempo preso in esame (ma la media punti dell’ex allenatore del Napoli era comunque superiore, con 1.45 punti a partita). Sviscerando però le prestazioni della squadra nerazzurra, non si è notata quella scossa che in molti si aspettavano con il cambio di allenatore.

Colpa di Mancini, come prima era di Mazzarri? Probabilmente no. Più verosimile che sia la rosa dell’Inter a non valere una posizione di vertice, pur nel mediocre campionato italiano. Al tecnico toscano veniva rimproverato spesso l’eccessivo difensivismo e l’incapacità di fare la partita, soprattutto contro squadre meno attrezzate. Con l’avvento del nuovo tecnico, che come prevedibile ha riportato in auge la difesa a quattro, i nerazzurri non hanno però al momento mostrato grossi miglioramenti nella fase d’attacco, o nell’impostazione del gioco.

Manca probabilmente qualità a centrocampo: Medel e Kuzmanovic sono onesti mestieranti, non certo giocatori con piedi sufficientemente educati per impostare la manovra offensiva. Se a ciò si aggiungono i problemi fisici (Hernanes) o di rendimento (Guarin) che stanno mostrando gli uomini di maggior classe, il quadro è piuttosto chiaro. A prendersi la squadra sulle spalle sta provando il talentuosissimo Kovacic, autore di un gol fantastico contro la Lazio e sempre più perno della mediana nerazzurra, ma il ventenne croato non può ovviamente predicare nel deserto.

Anche la difesa non è esente da colpe: nell’era-Mancini, solo contro il Chievo la porta di Handanovic è rimasta inviolata, e nelle due gare interne contro Udinese e Lazio sono stati incassati ben quattro gol complessivi. Ranocchia è stato autore di due reti, ma continua a mancare la continuità di rendimento che gli viene richiesta ormai da qualche anno per il definitivo salto di qualità. E se Vidic, dopo le grosse difficoltà palesate nella difesa a tre di Mazzarri, sembra sparito dai radar (possibile una partenza a gennaio) gli esterni stessi faticano a svolgere al meglio le due fasi.

Proprio l’ultima partita contro la Lazio fotografa la situazione dei nerazzurri: una squadra ancora lontana da una quadratura efficace, ed in balia di errori difensivi (individuali o di reparto) che costano inevitabilmente cari. Il cuore mostrato nel secondo tempo ha portato a riaddrizzare almeno parzialmente la sfida, ma a dire il vero anche sotto la gestione-Mazzarri l’Inter non ha mai dato l’impressione di mancare sotto questo punto di vista (l’altro 2-2 casalingo contro il Napoli ne è forse l’esempio più calzante).

Insomma, più che l’allenatore il vero problema sembra essere una rosa qualitativamente povera. E senza investimenti mirati sul mercato invernale, con ogni probabilità il rendimento dell’Inter di Mancini non si discosterebbe da quello della precedente gestione. Fermo restando che, a meno di un’opera di rafforzamento davvero imponente, il terzo posto a cui ambiscono società e tifosi appare traguardo comunque fuori portata. Eppure, si diceva, la colpa era di Walter Mazzarri …

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