Inter, Ranocchia: “Spero in un 2015 importante. La fascia una responsabilità in più”

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

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Curiosa la parabola di Andrea Ranocchia. Intervistato da Inter Channel a pochi giorni dalla fine del 2014, dopo il rompete le righe per le vacanze natalizie (la squadra si ritroverà il 29 alla Pinetina con partenza verso Marrakech dove il giorno successivo sfiderà il Psg in amichevole), il capitano nerazzurro affida ai microfoni le sue riflessioni sull’anno che sta per concludersi e su quello che sta per iniziare. Partendo dal mese di gennaio in cui sembrava a un passo dal trasferimento al Galatasaray allenato da Roberto Mancini, che sarebbe diventato poi suo allenatore all’Inter, di cui sarebbe diventato di lì a poco capitano: “È stato un periodo turbolento perchè non sapevo cosa mi avrebbe riservato il futuro – spiega- Ogni giorno mi accostavano a una squadra diversa, ma per fortuna sono rimasto qui. Sono contento, anche se sono stati mesi difficili. Ho continuato ad allenarmi al massimo e una volta tornato in campo non sono più uscito. La cosa simpatica è che sarei potuto finire al Galatasaray, che in quel momento era allenato da Mancini. Invece, a distanza di qualche mese, ci siamo ritrovati qui entrambi. È andata meglio così”. Il centrale ripercorrendo la stagione passata chiusa con la qualificazione all’Europa League osserva: “L’obiettivo era tornare a giocarsi una competizione continentale, visto che arrivavamo da un’annata difficile in cui avevamo chiuso il campionato al nono posto. Non era facile, perchè è stato un anno di grandi cambiamenti”. Che infatti ci sono stati, con l’addio alle ultime bandiere del Triplete (Milito, Cambiasso, Samuel e Zanetti): “Abbiamo imparato tanto da loro in allenamento, si impegnavano tantissimo e quando entravano in campo avevano un livello mentale superiore. La loro mentalità, anche alla luce delle vittorie ottenute, era fondamentale per i nuovi arrivati. Al di là della grande professionalità, la cosa che mi è rimasta impressa è la loro voglia di vincere”. 

Proprio il ritiro di Zanetti ha comportato il passaggio della fascia di capitano al difensore umbro: ““Non è facile essere paragonato a un calciatore come Zanetti. Lui è impareggiabile per presenze, qualità e vittorie, ma sono contento che la società abbia puntato su di me. Come ho sempre fatto, cerco di fare del mio meglio. Sto provando a dare una mia impronta, ho tante responsabilità in più ma è un ruolo che mi rende orgoglioso e che mi piace. Inizierò tra poco il mio quinto anno con questa maglia, ho avuto la fortuna di allenarmi e giocare con i campioni del Triplete, che mi hanno trasmesso il significato di vestire questi colori. Adesso tocca a me tramandarlo agli altri”.  Sul cambio della guida tecnica da Mazzarri a Mancini: “Nella mia carriera mi è capitato spesso di cambiare allenatore in corsa. È un momento complicato perchè vengono modificate tante cose, bisogna adattarsi a nuovi metodi d’allenamento e a ritmi diversi nel corso della giornata. Ma il calcio è così e noi dobbiamo solo dimostrare spirito di adattamento”. Infine sugli obiettivi futuri Ranocchia commenta: “Raggiungere le presenze di Zanetti sarà dura ma mi auguro di alzare tanti trofei. L’obiettivo primario resta quello di ricambiare sul campo l’affetto dei nostri tifosi, solo così arriveremo lontano. Spero che il 2015 possa essere un anno importante”. 

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