Inter, i top e i flop del 2014

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

inter

E’ stato un anno complicato per i colori nerazzurri: il tanto atteso salto di qualità dopo le buone premesse della seconda metà del 2013 non c’é stato, anzi l’esonero di Walter Mazzarri in novembre al termine di mesi travagliati soprattutto dal punto di vista ambientale per il tecnico toscano ha significato una nuova battuta d’arresto al progetto di rifondazione voluto da Erick Thohir dopo il passaggio di proprietà. Il ritorno di Roberto Mancini, se da un lato ha dato una scossa emotiva a un ambiente depresso causa un feeling mai sbocciato tra tecnico e tifoseria, per il momento non ha prodotto un’inversione di rotta significativa per quanto riguarda i risultati: l’Inter rimane ancora sospesa in un limbo, tra la rincorsa appena abbozzata al terzo posto che sarebbe vitale e una classifica che la vede languire all’undicesimo posto. In attesa che la dirigenza faccia la propria parte nel mercato di riparazione, analizziamo quali sono stati i giocatori migliori e peggiori che si sono alternati in tutto l’anno solare.

Tra i promossi, sicuramente Samir Handanovic: una sicurezza tra i pali, capace di assicurare punti decisivi per l’Europa League con due rigori parati nel periodo cruciale della scorsa stagione (poi replicati anche in questa) e di mantenere a galla la squadra con interventi ai limiti del miracoloso; ad oggi lo sloveno rappresenta l’unico vero top player in grado di fare la differenza. Quello che potrebbe essere sulla carta anche Mateo Kovacic, ancora un pò troppo discontinuo ma l’età gioca dalla sua parte: il croato ha iniziato comunque quest’anno a metterla dentro con regolarità (sette gol stagionali tra campionato e coppa, quattro in serie A con la perla alla Lazio che promette di essere la cartolina del 2014) oltre che a continuare a far vedere quelle giocate che, se non intervallate a troppe pause, possono dare quel quid in più. Mauro Icardi, risolti i problemi di pubalgia che ne avevano limitato il rendimento dal momento del suo approdo in nerazzurro, ha fatto valere con gli interessi quell’ingente investimento fatto allora dai dirigenti: 13 milioni, ripagati con 19 reti complessive in 37 partite disputate; non male per un ragazzo del ’93. Rolando, difensore goleador, nel primo scorcio di annata é stato quasi sempre schierato da Mazzarri, che lo conosceva e stimava dai tempi del Napoli, che si fidava del suo tempismo e della sua puntualità negli interventi: innesto decisivo per il raggiungimento dell’Europa, che però non é stato riscattato dal Porto, con il quale rimane in rotta; il portoghese rimane ancora tra gli obiettivi di mercato per la difesa.

Leggi anche:  Caressa: "Ecco come finiranno Juventus-Torino e Inter-Bologna"

Veniamo ora ai bocciati: la delusione più grande é data da Nemanja Vidic, apparso nella sua parabola discendente della carriera come purtroppo si temeva vista l’ultima stagione a Manchester; il serbo ha faticato ad adattarsi ai ritmi del calcio italiano e dopo alcuni errori grossolani é stato via via accantonato dopo il cambio di guida tecnica, al punto che si vocifera di un suo addio già a gennaio. Fredy Guarin rimane ancora un’incognita: giocatore che ha sicuramente tante qualità ma che non riesce ad esprimere fino in fondo; anarchico, intermittente, di lui si ricordano solo pochi lampi isolati (il gol a Parma decisivo per l’Europa League) e tantissime ombre (il retropassaggio suicida a Livorno su tutti, tra molte partite non convincenti: e pensare che a gennaio avrebbe dovuto andare in porto uno scambio con Vucinic dalla Juve). Tra i tanti problemi in casa nerazzurra, anche una campagna acquisti estiva che finora non ha fruttato: se Osvaldo nelle poche apparizioni causa infortunio ha comunque fatto vedere il ruolo che potrebbe recitare (sette reti in diciannove presenze stagionali), i vari Medel, M’Vila e Dodò hanno sin qui deluso, o comunque aggiunto poco in termini di qualità; il cileno troppo scolastico, lontanissimo dai livelli del Mondiale, il francese ancora in ritardo di condizione, il brasiliano conferma di non conoscere tempi e meccanismi della fase difensiva.

Leggi anche:  Inter, Condò: "Lukaku pallone d'oro? Candidato credibile"

Nel mezzo i rimandati: oltre a Osvaldo, l’argentino Rodrigo Palacio che con la Lazio si é sbloccato dopo mesi di astinenza post delusione Mondiale e chissà che questo non possa essere di buon auspicio; Ranocchia, Juan Jesus e Nagatomo alternano buone cose a momenti di sbandamento mentre Kuzmanovic sta lentamente prendendo una parte da protagonista nello scacchiere tattico nerazzurri dopo un anno e mezzo in naftalina. D’Ambrosio ha giocato poco facendosi notare soprattutto in Europa League con tre centri valsi tutti una vittoria, Hernane deve ancora dare segnali di continuità a livello di prestazioni; sugli altri il giudizio va lasciato in sospeso. C’é spazio anche per il baby Federico Bonazzoli: ha giocato poco, ma in quei pochi spezzoni ha ben impressionato (sua la punizione del 2-2 di Palacio contro i biancocelesti). Che sia lui la sorpresa del 2015 in casa Inter?

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: